venerdì 28 novembre 2008

Il volto “fumoso” del potere romano

Tutti sanno che fumare nuoce gravemente alla salute. Può provocare il cancro. Così è scritto sui prodotti in vendita liberamente, dato che il proibizionismo sarebbe controproducente.
Il nuovo presidente di Unione Industriali di Roma è il Presidente di Manifatture Sigaro Toscano e già Managing Director di Philip Morris Corporate Services Inc.
Vicepresidente del Centro Studi Americani e membro del Board di Aspen Institute Italia.
Ha una formidabile squadra di guerra visto che è stato, come sappiamo, Assistente alla Cattedra di Strategia Globale presso la scuola di Guerra dell’Esercito: Cattaneo di Terna per le fonti energetiche,Letta della Medusa berlusconiana alla multimedialità, Moretti delle Ferrovie ( che hanno licenziato il delegato alla sicurezza troppo scrupoloso) alla mobilità, Zappa di Finmeccanica alla innovazione. Nel comitato strategico Avenia di Ericsson che ha smantellato il centro ricerche sull'Anagnina.

Anche il Presidente di Sviluppo Lazio, tuttavia, ha capito che il mercato del fumo è importante dato che l’Italia è la prima consumatrice di sigarette in Europa (92 milioni di chili l’anno contro i 47del Regno Unito). Così tramite la divisione “private equity della Centrale Finanziaria Generale ( già Centrale del Banco Ambrosiano) ha acquisito la Manifattura Tabacchi di Chiaravalle (Ancona) e la commercializzazione di tre marchi MSfutura, Linda e 821.
AD della Centrale è Alberto Gotti ( già numero uno della finanziaria “cattolica” Mittel),Presidente, appunto, Giancarlo Elia Valori, Vice Presidente Ben Ammar, il finanziere franco tunisino buon amico di Geronzi e azionista di peso nella Lux Vide di Bernabei. Tra i consiglieri anche un ex rettore della Bocconi, Carlo Secchi.
L’affare si basa su una commessa iniziale di Bat Italia per 1,2 milioni di chili di ordini per 5 anni, ma si punta molto al mercato emergente dei paesi dell’Est.
Le strategie in questo caso sembrano molto facili.

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