Secondo Il Sole 24 ore, riguardo alla acquisizione della azienda militare Usa DRS da parte di Finmeccanica, "Se il Tesoro spende 250 milioni di euro per l'aumento di capitale della Finmeccanica, avrà comunque 250 milioni in meno da destinare ad altri scopi. Tra i quali si potrebbe suggerire la riduzione dell'ingente debito pubblico".
Risponde piccato il prof Tremonti ma i dubbi rimangono: a chi serve questa operazione?
cfr
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2008/07/Tremonti-aumento-Finmeccanica.shtml?uuid=7cf5d878-5882-11dd-9534-b5e47a9a4888&type=Libero
Se la politica cede al potere della finanza e delle grandi imprese, una vera politica di pace deve incidere sulle banche e sulle politiche industriali. Materiali per una politica industriale di pace nel Lazio e non solo.
giovedì 24 luglio 2008
Tata e Alenia e la virtù dei cavalieri
Era inevitabile un incontro operativo tra il gruppo indiano, nuovo alleato della Fiat, e la produzione militare. Le occasioni non mancano nel mondo degli affari
ecco la notizia da http://borsaitaliana.it:
Tra Alenia aeronautica, società del gruppo Finmeccanica, ed il gruppo indiano Tata sono in corso contatti "per verificare la possibilità di collaborazioni in attività di industrializzazione e produzione, oltre che di progetto", riguardanti fra l'altro tools di produzione del C27J.
Lo ha confermato l'Ad di Alenia aeronautica Giovanni Bertolone, a margine di un press tour organizzato nello stabilimento di Pomigliano in provincia di Napoli, nell'ambito dell'iniziativa promossa dai Cavalieri del lavoro gruppo del Mezzogiorno - presieduti da Antonio D'Amato - "La Napoli che produce".
Ieri il leader del gruppo indiano, Ratan Tata, a Torino in occasione della presentazione di un accordo con la Fiat aveva espicitamente detto di essere interessato a collaborazioni anche con Alenia.
"Abbiamo cominciato a verificare possibilità di collaborazioni sul territorio indiano [...]. Ci sono dei requisiti sul mercato indiano che riguardano il pattugliamento e altri per i velivoli da trasporto in cui una collaborazione con Tata diventa importante per una affermazione sul mercato".
L'Ad dell'azienda controllata da Finmeccanica ha anche precisato che in questo momento "sugli aspetti industriali c'è una possibile collaborazione nel campo del C27J, per i tools di produzione".
I contatti avviati hanno permesso di stilare un primo memorandum lo scorso anno.
© Thomson Reuters 2008 Tutti i diritti assegna a Reuters.
n.b. L'Alenia C-27J Spartan è la nuova versione ampiamente aggiornata dell'aereo da trasporto tattico G.222,
ecco la notizia da http://borsaitaliana.it:
Tra Alenia aeronautica, società del gruppo Finmeccanica, ed il gruppo indiano Tata sono in corso contatti "per verificare la possibilità di collaborazioni in attività di industrializzazione e produzione, oltre che di progetto", riguardanti fra l'altro tools di produzione del C27J.
Lo ha confermato l'Ad di Alenia aeronautica Giovanni Bertolone, a margine di un press tour organizzato nello stabilimento di Pomigliano in provincia di Napoli, nell'ambito dell'iniziativa promossa dai Cavalieri del lavoro gruppo del Mezzogiorno - presieduti da Antonio D'Amato - "La Napoli che produce".
Ieri il leader del gruppo indiano, Ratan Tata, a Torino in occasione della presentazione di un accordo con la Fiat aveva espicitamente detto di essere interessato a collaborazioni anche con Alenia.
"Abbiamo cominciato a verificare possibilità di collaborazioni sul territorio indiano [...]. Ci sono dei requisiti sul mercato indiano che riguardano il pattugliamento e altri per i velivoli da trasporto in cui una collaborazione con Tata diventa importante per una affermazione sul mercato".
L'Ad dell'azienda controllata da Finmeccanica ha anche precisato che in questo momento "sugli aspetti industriali c'è una possibile collaborazione nel campo del C27J, per i tools di produzione".
I contatti avviati hanno permesso di stilare un primo memorandum lo scorso anno.
© Thomson Reuters 2008 Tutti i diritti assegna a Reuters.
n.b. L'Alenia C-27J Spartan è la nuova versione ampiamente aggiornata dell'aereo da trasporto tattico G.222,
mercoledì 23 luglio 2008
Un segno
martedì 22 luglio 2008
Private banking a Roma
Come abbiamo visto gli analisti della banca Finnat prevedono per Finmeccanica un Cagr(tasso composto medio annuo di crescita) 2007-2011 molto positivo e cioè pari al 14,97%. Ma cosa è la banca Finnat?
Come riferisce in maniera enfatica il Sole 24 ore Casa del 12 luglio, "l'azienda si è sviluppata sul ceppo creato dalla famiglia Nattino, fra i primi agenti di cambio a Roma, e si è ampiata progressivamente estendendosi dal private banking all'investment banking transitando per l'advisory & corporate finance e i fondi immobiliare. Quattro aree che poi si articolano in una pluralità di servizi: da quelli bancari al risk management consulting sino al family office sino e ai servizi assicurativi. - Leader nei fondi immobiliari. La banca romana è entrata nel business della gestione dei fondi immobiliari alla fine del 2002 e si è conquistata la seconda posizione in Italia con un patrimonio gestito nell'ordine dei quattro miliardi..... L'attività bancaria tradizionale. È cresciuta molto nel recente passato ma è destinata a rafforzarsi ulteriormente se solo si considera che nel 2008 gli interessi attivi dovrebbero infatti aumentare del 60% e raggiungere gli otto milioni di ricavi."A marzo Finnat si occupava della ristrutturazione della Compagnia Italpetroli di Franco Sensi. Rapporti significativi con il Vaticano: "Su invito del cardinale Sergio Sebastiani da sei-sette anni - ha dichiarato in proposito Nattino - sono consultore della prefettura degli affari economici della Santa Sede insieme ad altri, come Maurizio Prato".
Come ripotava Paragone sul quotidiano liberista per antonomasia(Libero) "Negli ambienti romani il nome di Nattino viene spesso legato proprio a società immobiliari interessate all'acquisto di immobili, anche ex di proprietà pubblica - molti di ex proprietà Assitalia poi passati alle Generali - dei quali la cronaca si è occupata recentemente per la forte protesta degli attuali inquilini, i quali rivendicano diritti di prelazione. Ne aveva parlato la trasmissione di Michele Santoro “Annozero” alcune settimane e si raccontava di come le cartolarizzazioni fossero state uno strumento di guadagno per alcuni privati importanti".
Infatti la pubblicazione specialistica del Sole 24 ore ha ricevuto dal direttore generale Arturo Nattino queste dichiarazioni rassicuranti: «nei primi mesi del prossimo anno dovrebbe scattare una nuova linea di fondi immobiliari a cui abbiamo lavorato nei mesi scorsi e di cui abbiamo già ottenuto l'autorizzazione della Banca d'Italia» per realizzare operazioni «specializzate nella gestione-valorizzazione di immobili publici degli enti territoriali». Una realtà destinata a registrare sviluppi significativi e dove noi, precisa Nattino, «possiamo giocare un ruolo guida proprio perché abbiamo acquisito una esperienza unica nella gestione dei fondi creati con immobili pubblici». Quante caserme,tra l'altro, ci sono nella capitale da valorizzare?
Come riferisce in maniera enfatica il Sole 24 ore Casa del 12 luglio, "l'azienda si è sviluppata sul ceppo creato dalla famiglia Nattino, fra i primi agenti di cambio a Roma, e si è ampiata progressivamente estendendosi dal private banking all'investment banking transitando per l'advisory & corporate finance e i fondi immobiliare. Quattro aree che poi si articolano in una pluralità di servizi: da quelli bancari al risk management consulting sino al family office sino e ai servizi assicurativi. - Leader nei fondi immobiliari. La banca romana è entrata nel business della gestione dei fondi immobiliari alla fine del 2002 e si è conquistata la seconda posizione in Italia con un patrimonio gestito nell'ordine dei quattro miliardi..... L'attività bancaria tradizionale. È cresciuta molto nel recente passato ma è destinata a rafforzarsi ulteriormente se solo si considera che nel 2008 gli interessi attivi dovrebbero infatti aumentare del 60% e raggiungere gli otto milioni di ricavi."A marzo Finnat si occupava della ristrutturazione della Compagnia Italpetroli di Franco Sensi. Rapporti significativi con il Vaticano: "Su invito del cardinale Sergio Sebastiani da sei-sette anni - ha dichiarato in proposito Nattino - sono consultore della prefettura degli affari economici della Santa Sede insieme ad altri, come Maurizio Prato".
Come ripotava Paragone sul quotidiano liberista per antonomasia(Libero) "Negli ambienti romani il nome di Nattino viene spesso legato proprio a società immobiliari interessate all'acquisto di immobili, anche ex di proprietà pubblica - molti di ex proprietà Assitalia poi passati alle Generali - dei quali la cronaca si è occupata recentemente per la forte protesta degli attuali inquilini, i quali rivendicano diritti di prelazione. Ne aveva parlato la trasmissione di Michele Santoro “Annozero” alcune settimane e si raccontava di come le cartolarizzazioni fossero state uno strumento di guadagno per alcuni privati importanti".
Infatti la pubblicazione specialistica del Sole 24 ore ha ricevuto dal direttore generale Arturo Nattino queste dichiarazioni rassicuranti: «nei primi mesi del prossimo anno dovrebbe scattare una nuova linea di fondi immobiliari a cui abbiamo lavorato nei mesi scorsi e di cui abbiamo già ottenuto l'autorizzazione della Banca d'Italia» per realizzare operazioni «specializzate nella gestione-valorizzazione di immobili publici degli enti territoriali». Una realtà destinata a registrare sviluppi significativi e dove noi, precisa Nattino, «possiamo giocare un ruolo guida proprio perché abbiamo acquisito una esperienza unica nella gestione dei fondi creati con immobili pubblici». Quante caserme,tra l'altro, ci sono nella capitale da valorizzare?
lunedì 21 luglio 2008
Affari con i treni senza ccnl
Innocenzo Cipolleta sul corriere del 17 gennaio del 2008 doveva riconoscere che sarebbero in futuro aumentati i biglietti ferroviari anche se la qualità del servizio sui treni italiani gestiti dalle Ferrovie dello Stato non poteva migliorare . I rincari, come ammeteva lo stesso presidente della società «purtroppo non sono per il miglioramento dei servizi, ma per compensare il disavanzo sia per pagare gli interessi alle banche sia per sanare il buchi del passato».Sempre sul piano industriale Cipolletta ammetteva che le Ferrovie non potevano investire sui treni a lunga percorrenza perchè «Sono di vecchia concezione e i passeggeri si stanno riducendo. La nostra politica è quella di spingere i passeggeri a preferire l'alternativa di collegamenti aerei low cost».
In pompa magna su tutti i mezzi di comunicazione a metà luglio è stata annunciata invece la nascita della nuova compagine azionaria di NTV(Nuovo Trasporti Viaggiatori)che vede il 54,50% suddiviso in quote paritetiche tra Montezemolo, Della Valle e Punzo; il 21,40% a Intesa SanPaolo attraverso Imi Investimenti; il 16,10% a Generali Financial Holdings Fcp-Fis; il 5,40% ad Alberto Bombassei e il 2,60% a Giuseppe Sciarrone, ex amministratore Fs e ora a.d. della NTV.
Si annuncia l'assunzione di mille macchinisti per questa nuova società ferroviaria privata, mentre i treni saranno in parte costruiti nello stabilimento Alstom di Savigliano (Cn).
Due note significative di lettura:
A) lo stabilimento cuneese era un gioiello nel settore ferroviario dismesso dalla Fiat nel 2000 ai francesi per fare cassa e ora Alstom controlla il 70% dei treni ad alta e altissima velocità che potrebbero essere all'avanguardia di un NECESSARIO sistema di mobilità su ferro e non su gomma.
B)L'A.D. di NTV Sciarrone già controlla la "Rail Traction company" che trasporta merci sul Brennero e dove impiega personale composto da macchinisti Fs in pensione e da giovani assunti con un contratto individuale plurimo senza cioè applicare un contratto collettivo.
Si tratta infine di comprendere quanto NTV sarà chamata a pagare per poter usufruire di una infrastruttura costosissima come l'alta velocità su cui non ha investito e il cui carico è rimasto sulla collettività, mentre si annunciano tagli al trasporto dei pendolari.
In pompa magna su tutti i mezzi di comunicazione a metà luglio è stata annunciata invece la nascita della nuova compagine azionaria di NTV(Nuovo Trasporti Viaggiatori)che vede il 54,50% suddiviso in quote paritetiche tra Montezemolo, Della Valle e Punzo; il 21,40% a Intesa SanPaolo attraverso Imi Investimenti; il 16,10% a Generali Financial Holdings Fcp-Fis; il 5,40% ad Alberto Bombassei e il 2,60% a Giuseppe Sciarrone, ex amministratore Fs e ora a.d. della NTV.
Si annuncia l'assunzione di mille macchinisti per questa nuova società ferroviaria privata, mentre i treni saranno in parte costruiti nello stabilimento Alstom di Savigliano (Cn).
Due note significative di lettura:
A) lo stabilimento cuneese era un gioiello nel settore ferroviario dismesso dalla Fiat nel 2000 ai francesi per fare cassa e ora Alstom controlla il 70% dei treni ad alta e altissima velocità che potrebbero essere all'avanguardia di un NECESSARIO sistema di mobilità su ferro e non su gomma.
B)L'A.D. di NTV Sciarrone già controlla la "Rail Traction company" che trasporta merci sul Brennero e dove impiega personale composto da macchinisti Fs in pensione e da giovani assunti con un contratto individuale plurimo senza cioè applicare un contratto collettivo.
Si tratta infine di comprendere quanto NTV sarà chamata a pagare per poter usufruire di una infrastruttura costosissima come l'alta velocità su cui non ha investito e il cui carico è rimasto sulla collettività, mentre si annunciano tagli al trasporto dei pendolari.
venerdì 18 luglio 2008
Segnali fiorentini
Ormai la produzione degli elettrodomestici sta migrando verso l'Europa dell'est.
La Candy sta operando riconversione di fabbriche di armi in stabilimenti moderni per lavatrici.
Ora sembra,invece, che entro luglio si possa risolvere la questione della Electrolux di Scandicci: 450 lavoratori in mobilità che hanno fatto girare un manifesto con la foto dei figli che chiedono : "quale sarà il mio futuro?"
Sono tre i piani di re-industrializzazione che la società milanese Sofit, http://www.sofit.net/home.htm,sta vagliando per conto della multinazionale svedese dell' elettrodomestico, I tre gruppi in corsa per il sito di Scandicci, valore 15 milioni di euro, sono la fiorentina Dedalus, leader nel settore dell' informatica sanitaria con un piano di minivetture per la città; Energia Futura, una holding di 12 società della provincia di Terni che, con un fatturato di 400 milioni, offre servizi per la produzione di energia da fonti rinnovabili e che vorrebbe produrre pannelli fotovoltaici, e la Iar Siltar di Alessandria che fabbrica frigoriferi ed elettrodomestici.
Già in passato Dedalus ha salvato un' azienda in crisi, la Sago spa, prendendone in affitto i rami produttivi, salvaguardandone i posti di lavoro e risanandone le casse.
Da Corriere economia del 7 luglio 2008
Le macchine elettriche e i pannelli fotovoltaici per salvare posti di lavoro. Decisiva sarà l'azione della Regione Toscana.
La Candy sta operando riconversione di fabbriche di armi in stabilimenti moderni per lavatrici.
Ora sembra,invece, che entro luglio si possa risolvere la questione della Electrolux di Scandicci: 450 lavoratori in mobilità che hanno fatto girare un manifesto con la foto dei figli che chiedono : "quale sarà il mio futuro?"
Sono tre i piani di re-industrializzazione che la società milanese Sofit, http://www.sofit.net/home.htm,sta vagliando per conto della multinazionale svedese dell' elettrodomestico, I tre gruppi in corsa per il sito di Scandicci, valore 15 milioni di euro, sono la fiorentina Dedalus, leader nel settore dell' informatica sanitaria con un piano di minivetture per la città; Energia Futura, una holding di 12 società della provincia di Terni che, con un fatturato di 400 milioni, offre servizi per la produzione di energia da fonti rinnovabili e che vorrebbe produrre pannelli fotovoltaici, e la Iar Siltar di Alessandria che fabbrica frigoriferi ed elettrodomestici.
Già in passato Dedalus ha salvato un' azienda in crisi, la Sago spa, prendendone in affitto i rami produttivi, salvaguardandone i posti di lavoro e risanandone le casse.
Da Corriere economia del 7 luglio 2008
Le macchine elettriche e i pannelli fotovoltaici per salvare posti di lavoro. Decisiva sarà l'azione della Regione Toscana.
giovedì 17 luglio 2008
Terrorismo quotidiano come esito di politiche industriali
La crisi Fiat non è mai finita per l'indotto della multinazionale e ogni scricchiolio del sistema diventa devastante per le aziende minori che pagano per prime gli errori di politica industriale che nel caso del gruppo controllato dalla famiglia Agnelli riguarda la mancata innovazione del prodotto, una volta che si è concentrata sulla novità del processo che finisce inebitabilmente per scaricarsi sui lavoratori.
La cronaca de La Stampa del 15 luglio 2008 è impietosa nel riportare la notizia della chiusura annunciata a bruciapelo della Magnetto Wheels.
"La notizia è arrivata come un fulmine a metà mattina, inaspettata e drammatica: chiude la Magnetto Wheels di Cascine Vica, azienda con circa 430 dipendenti che produce cerchioni d’acciaio per auto......... lavoratori sono preoccupati e furibondi perché non si aspettavano questa soluzione. Claudio De Rosa della Fiom dice: «Non è possibile che fino a tre mesi fa si parlasse di 7 milioni di pezzi prodotti all’anno e adesso si parli di chiusura». E aggiunge: «Non si può entrare in una riunione e dire di voler chiudere lasciando aperta la discussione solo sui tempi e i modi. E come dire: potete scegliere in che modo volete morire»".http://www.lastampa.it/Torino/cmsSezioni/cronaca/200807articoli/7624girata.asp
L’assessore Filippo Provenzano sostiene che l’ipotesi di chiusura è «incomprensibili data la significativa importanza che lo stabilimento rivolese riveste per il Gruppo Magnetto e in considerazione del fatto che attraverso il Patto Territoriale Zona Ovest ha ricevuto contributi ministeriali per oltre un milione di euro ed altri 3 ne dovrà ricevere allo scopo di ammodernare il proprio sistema produttivo».
Paradossale in tal senso la posizione di Forza Italia che in Piemonte è ancora minoranza:
“La situazione del settore auto – dice la consigliere regionale Ferrero – avrebbe richiesto un approccio integrato, attento a tutte le realtà produttive che rappresentano una ricchezza imprenditoriale e professionale per Torino e il Piemonte. Nulla di tutto ciò è avvenuto e i casi come quelli della Magnetto sono all’ordine del giorno. La Giunta si è limitata ad acquisire da Fiat le aree ex-Mirafiori e Campo Volo senza peraltro riuscire ancora a sviluppare nuovi insediamenti. Tutte le altre aziende sono state lasciate al loro destino, e i risultati purtroppo si vedono”.
Ferrero sollecita dunque un’iniziativa immediata degli assessori al Lavoro e all’Industria, “sperando che non sia troppo tardi per evitare un ulteriore impoverimento del territorio torinese”.
http://www.gruppoforzaitalia.piemonte.it/?link=comunicati&action=show&id=2011
La cronaca de La Stampa del 15 luglio 2008 è impietosa nel riportare la notizia della chiusura annunciata a bruciapelo della Magnetto Wheels.
"La notizia è arrivata come un fulmine a metà mattina, inaspettata e drammatica: chiude la Magnetto Wheels di Cascine Vica, azienda con circa 430 dipendenti che produce cerchioni d’acciaio per auto......... lavoratori sono preoccupati e furibondi perché non si aspettavano questa soluzione. Claudio De Rosa della Fiom dice: «Non è possibile che fino a tre mesi fa si parlasse di 7 milioni di pezzi prodotti all’anno e adesso si parli di chiusura». E aggiunge: «Non si può entrare in una riunione e dire di voler chiudere lasciando aperta la discussione solo sui tempi e i modi. E come dire: potete scegliere in che modo volete morire»".http://www.lastampa.it/Torino/cmsSezioni/cronaca/200807articoli/7624girata.asp
L’assessore Filippo Provenzano sostiene che l’ipotesi di chiusura è «incomprensibili data la significativa importanza che lo stabilimento rivolese riveste per il Gruppo Magnetto e in considerazione del fatto che attraverso il Patto Territoriale Zona Ovest ha ricevuto contributi ministeriali per oltre un milione di euro ed altri 3 ne dovrà ricevere allo scopo di ammodernare il proprio sistema produttivo».
Paradossale in tal senso la posizione di Forza Italia che in Piemonte è ancora minoranza:
“La situazione del settore auto – dice la consigliere regionale Ferrero – avrebbe richiesto un approccio integrato, attento a tutte le realtà produttive che rappresentano una ricchezza imprenditoriale e professionale per Torino e il Piemonte. Nulla di tutto ciò è avvenuto e i casi come quelli della Magnetto sono all’ordine del giorno. La Giunta si è limitata ad acquisire da Fiat le aree ex-Mirafiori e Campo Volo senza peraltro riuscire ancora a sviluppare nuovi insediamenti. Tutte le altre aziende sono state lasciate al loro destino, e i risultati purtroppo si vedono”.
Ferrero sollecita dunque un’iniziativa immediata degli assessori al Lavoro e all’Industria, “sperando che non sia troppo tardi per evitare un ulteriore impoverimento del territorio torinese”.
http://www.gruppoforzaitalia.piemonte.it/?link=comunicati&action=show&id=2011
mercoledì 16 luglio 2008
Se anche la borsa .......crede nel fotovoltaico
da http://www.borsaitaliana.it del 15 luglio 2008
TerniEnergia non si quota perche' ne ha bisogno, ma per scelta. Il presupposto della quotazione e' lo straordinario momento di mercato che sta vivendo il settore del fotovoltaico".
Lo ha affermato Stefano Neri, fondatore, presidente e a.d. di TerniEnergia. La societa' attualmente ha in atto joint venture con operatori quali Edf Italia, Cogne, Enel ed EniPower. Paolo Ricci, consigliere delegato della societa', ha ricordato come al momento solo il 18% della produzione mondiale di energia derivi da fonti rinnovabili (dato al 2006); il solare ed eolico rappresenta solo lo 0,4% del totale. L'Unione Europea ha fissato degli obiettivi in base ai quali entro il 2010 l'energia rinnovabile dovra' coprire almeno il 12% del fabbisogno energetico dell'Ue (20% al 2020), motivo per cui sono stati introdotti sistemi di incentivazione per il fotovoltaico.
L'obiettivo fissato dall'Ue per l'Italia e' posto al 22% (14,6% il dato al 2006). Al primo maggio 2008 nel nostro Paese erano entrati in esercizio 10.389 impianti fotovoltaici, per una capacita' cumulativa di 109 Mw. La prima regione in Italia per capacita' istallata e' la Lombardia (13,7 Mw), seguita dalla Puglia (11,7 Mw) e dal Trentino Alto Adige (10,6 Mw).
Secondo le stime dell'Epia (European Photovoltaic Industry Association) in Italia il settore registrera' un Cagr (tasso composto medio annuo di crescita) 2007-2012 compreso tra il 58,6% (nel caso peggiore) e l'81% (nel caso migliore). Quanto all'eolico, TerniEnergia ha individuato in Umbria 3 siti idonei per la costruzione di parchi eolici, gia' preliminarmente condivisi con le istituzioni e le comunita' locali. La societa' prevede di ottenere l'Autorizzazione Unica e di iniziare la fase di costruzione per il parco Colle Ventatoio entro la fine del 2008.
Dow Jones Newswires
Dalla quotazione la società stima di raccogliere tra gli 8 e i 10 milioni di euro.
Per avere un termine di paragone, gli analisti della banca Finnat prevedono per Finmeccanica un Cagr 2007-2011 molto positivo e cioè pari al 14,97%.
TerniEnergia non si quota perche' ne ha bisogno, ma per scelta. Il presupposto della quotazione e' lo straordinario momento di mercato che sta vivendo il settore del fotovoltaico".
Lo ha affermato Stefano Neri, fondatore, presidente e a.d. di TerniEnergia. La societa' attualmente ha in atto joint venture con operatori quali Edf Italia, Cogne, Enel ed EniPower. Paolo Ricci, consigliere delegato della societa', ha ricordato come al momento solo il 18% della produzione mondiale di energia derivi da fonti rinnovabili (dato al 2006); il solare ed eolico rappresenta solo lo 0,4% del totale. L'Unione Europea ha fissato degli obiettivi in base ai quali entro il 2010 l'energia rinnovabile dovra' coprire almeno il 12% del fabbisogno energetico dell'Ue (20% al 2020), motivo per cui sono stati introdotti sistemi di incentivazione per il fotovoltaico.
L'obiettivo fissato dall'Ue per l'Italia e' posto al 22% (14,6% il dato al 2006). Al primo maggio 2008 nel nostro Paese erano entrati in esercizio 10.389 impianti fotovoltaici, per una capacita' cumulativa di 109 Mw. La prima regione in Italia per capacita' istallata e' la Lombardia (13,7 Mw), seguita dalla Puglia (11,7 Mw) e dal Trentino Alto Adige (10,6 Mw).
Secondo le stime dell'Epia (European Photovoltaic Industry Association) in Italia il settore registrera' un Cagr (tasso composto medio annuo di crescita) 2007-2012 compreso tra il 58,6% (nel caso peggiore) e l'81% (nel caso migliore). Quanto all'eolico, TerniEnergia ha individuato in Umbria 3 siti idonei per la costruzione di parchi eolici, gia' preliminarmente condivisi con le istituzioni e le comunita' locali. La societa' prevede di ottenere l'Autorizzazione Unica e di iniziare la fase di costruzione per il parco Colle Ventatoio entro la fine del 2008.
Dow Jones Newswires
Dalla quotazione la società stima di raccogliere tra gli 8 e i 10 milioni di euro.
Per avere un termine di paragone, gli analisti della banca Finnat prevedono per Finmeccanica un Cagr 2007-2011 molto positivo e cioè pari al 14,97%.
martedì 15 luglio 2008
Mentre cresce l'export militare russo
Come riporta il Sole 24 ore del 15 luglio 208 (Sergio A.Rossi), il fatturato del comparto militare è tornato a superare quello civile nella Russia di Putin dove il super caccia supersonico SU-35 supera in tecnologia i modelli della Nato, tranne il caccia Usa F 22 Raptor che costa 300 milioni di dollari, mentre il SU-35 ne costa 40.
Il produttore Sukhoj del caccia Su-35 è un partner di Alenia Finmeccanica per il civile.
Crescita delle commesse militari in Russia in miliardi di dollari:
2005 5,5
2007 12
2008 17/18.
Il produttore Sukhoj del caccia Su-35 è un partner di Alenia Finmeccanica per il civile.
Crescita delle commesse militari in Russia in miliardi di dollari:
2005 5,5
2007 12
2008 17/18.
Quando le banche diventano generose
5,2 miliardi di dollari l'impegno di Finmeccanica per acquistare il controllo di DRS Technologies, azienda militare di punta statunitense che farebbe entrare Finmeccanica nella filiera della fornitura diretta del Pentagono.
Servono duuque 3,4 milardi di euro in prestito.
Goldman Sachs, Intesa San Paolo, Mediobanca e Unicredit hanno già assicurato di poter assistere l'operazione con 7 miliardi di euro, quasi il doppio.
Ma Pier Francesco Guarguaglini durante la visita al Salone aerospaziale di Farnborough, ha già detto che il Gruppo lancerà l’attacco ad alcune aree strategiche come India, Turchia, Golfo, Mediterraneo e Giappone.
Necessita come sappiamo anche un aumento di capitale e per mantenere la partecipazione statale ( quote detenute dal Tesoro) in Finmeccanica sopra il 30% occorrono 420 milioni di euro già stabiliti nella manovra finanziaria del nuovo governo.
Servono duuque 3,4 milardi di euro in prestito.
Goldman Sachs, Intesa San Paolo, Mediobanca e Unicredit hanno già assicurato di poter assistere l'operazione con 7 miliardi di euro, quasi il doppio.
Ma Pier Francesco Guarguaglini durante la visita al Salone aerospaziale di Farnborough, ha già detto che il Gruppo lancerà l’attacco ad alcune aree strategiche come India, Turchia, Golfo, Mediterraneo e Giappone.
Necessita come sappiamo anche un aumento di capitale e per mantenere la partecipazione statale ( quote detenute dal Tesoro) in Finmeccanica sopra il 30% occorrono 420 milioni di euro già stabiliti nella manovra finanziaria del nuovo governo.
mercoledì 9 luglio 2008
Fuori dalla porta con 54 milioni di euro inutili
Ieri 8 luglio la delegazione dei 1500 lavoratori della Videcon, dei sindaci del frusinate e alcuni assessori regionali non sono stati ricevuti dalla Ambasciata indiana: in piazza Barberini smarriti e increduli di fronte a quella porta che si chiude, impotenti i sindaci con le fasce tricolori.
La Videocon, hanno spiegato i sindacalisti, è decisa a tagliare mille dipendenti e mantenere solo l'attività di assemblaggio di televisori con l'impiego dei 450 operai. «Hanno prima svuotato la fabbrica e poi sostituito i macchinari con materiale vecchio, inutilizzabile. È inammissibile, chiediamo la riconversione dello stabilimento, per passare dalla fabbricazione di prodotti catodici, ormai obsoleti, all'utilizzo di materiale per apparecchi al plasma».
All'assessore regionale alle Pmi Francesco De Angelis, non è rimasto che esprimere indignazione per l'atteggiamento dell'ambasciata indiana, che non ha voluto ricevere una delegazione di lavoratori: eppure Governo e Regione hanno stanziato 54 mlioni di euro per riconvertire il sito produttivo(36 milioni dal Governo e 18 dalla Regione). Dove sta il potere reale?
La Videocon, hanno spiegato i sindacalisti, è decisa a tagliare mille dipendenti e mantenere solo l'attività di assemblaggio di televisori con l'impiego dei 450 operai. «Hanno prima svuotato la fabbrica e poi sostituito i macchinari con materiale vecchio, inutilizzabile. È inammissibile, chiediamo la riconversione dello stabilimento, per passare dalla fabbricazione di prodotti catodici, ormai obsoleti, all'utilizzo di materiale per apparecchi al plasma».
All'assessore regionale alle Pmi Francesco De Angelis, non è rimasto che esprimere indignazione per l'atteggiamento dell'ambasciata indiana, che non ha voluto ricevere una delegazione di lavoratori: eppure Governo e Regione hanno stanziato 54 mlioni di euro per riconvertire il sito produttivo(36 milioni dal Governo e 18 dalla Regione). Dove sta il potere reale?
martedì 8 luglio 2008
Una presenza imbarazzante e pericolosa
Dal 2006 Sandro Trento, professore a Trento, ex Direttore del Centro Studi Confindustria. È autore di numerosi articoli e saggi su temi di economia industriale, regolazione, antitrust, corporate governance di cui è quindi esperto: ha pubblicato ha pubblicato nel 2005 un testo significativo su "Proprietà e controllo delle imprese in Italia. Alle radici delle difficoltà competitive della nostra industria".
Appare però significativo quanto ha espresso nell'intervento emblematico già dal titolo (Operai e azionisti? No, grazie) del Corriere Economia del 30 giugno 2008.
Da un lato accerta con favore la significativa crescita del peso degli investitori istituzionali esteri nelle società non finanziarie italiane(passati dall' 1,1 nel 2003 per cento al 5,3 nel 2007) perchè "Gli investitori istituzionali (fondi pensione, fondi d' investimento, hedge funds etc.), hanno la duplice caratteristica di avere in generale orizzonti temporali d' investimento medio-lunghi e soprattutto di essere azionisti «attivi» che controllano la gestione delle imprese nelle quali investono e fanno sentire la loro voce, con benefici per tutti gli azionisti".
Dall'altro lato commenta che "se l' azionariato dei dipendenti fosse davvero uno strumento efficace per accrescere l' efficienza dell' impresa non si capisce perché le imprese non l' abbiano già introdotto spontaneamente. E infatti nei paesi nei quali è presente, come la Germania, esso è imposto per legge e le imprese tedesche hanno protestato ripetutamente, negli ultimi 25 anni, contro tali leggi. Non è un caso che quando le imprese tedesche acquisiscono società straniere si guardano bene dall' estendere la co-determinazione alle società acquisite. La Daimler, ad esempio, non ha mai introdotto la co-determinazione nella Chrysler, segno che quando possono fare a meno della codeterminazione le società tedesche ne sono felici".
E poi in Italia secondo il professore esiste "una lunga storia di collusione tra dipendenti, sindacato e imprese nelle situazioni di crisi aziendale ai danni del bilancio pubblico. L' introduzione dell' azionariato dei dipendenti rischia di essere una ragione in più per chiedere allo Stato aiuti, sussidi, protezioni esattamente ciò che con grande fatica si è cercato di smantellare negli ultimi anni".
Quindi la codeterminazione dei lavoratori sarebbe di natura paramafiosa, mentre è ben accetta la presenza degli "hedge fund". Questa la democrazia economica che si insegna in Confindustria. I fondi speculativi che "fanno sentire la loro voce, con benefici per tutti gli azionisti"e quindi coerentemente non per i lavoratori che azionisti non sono.
Appare però significativo quanto ha espresso nell'intervento emblematico già dal titolo (Operai e azionisti? No, grazie) del Corriere Economia del 30 giugno 2008.
Da un lato accerta con favore la significativa crescita del peso degli investitori istituzionali esteri nelle società non finanziarie italiane(passati dall' 1,1 nel 2003 per cento al 5,3 nel 2007) perchè "Gli investitori istituzionali (fondi pensione, fondi d' investimento, hedge funds etc.), hanno la duplice caratteristica di avere in generale orizzonti temporali d' investimento medio-lunghi e soprattutto di essere azionisti «attivi» che controllano la gestione delle imprese nelle quali investono e fanno sentire la loro voce, con benefici per tutti gli azionisti".
Dall'altro lato commenta che "se l' azionariato dei dipendenti fosse davvero uno strumento efficace per accrescere l' efficienza dell' impresa non si capisce perché le imprese non l' abbiano già introdotto spontaneamente. E infatti nei paesi nei quali è presente, come la Germania, esso è imposto per legge e le imprese tedesche hanno protestato ripetutamente, negli ultimi 25 anni, contro tali leggi. Non è un caso che quando le imprese tedesche acquisiscono società straniere si guardano bene dall' estendere la co-determinazione alle società acquisite. La Daimler, ad esempio, non ha mai introdotto la co-determinazione nella Chrysler, segno che quando possono fare a meno della codeterminazione le società tedesche ne sono felici".
E poi in Italia secondo il professore esiste "una lunga storia di collusione tra dipendenti, sindacato e imprese nelle situazioni di crisi aziendale ai danni del bilancio pubblico. L' introduzione dell' azionariato dei dipendenti rischia di essere una ragione in più per chiedere allo Stato aiuti, sussidi, protezioni esattamente ciò che con grande fatica si è cercato di smantellare negli ultimi anni".
Quindi la codeterminazione dei lavoratori sarebbe di natura paramafiosa, mentre è ben accetta la presenza degli "hedge fund". Questa la democrazia economica che si insegna in Confindustria. I fondi speculativi che "fanno sentire la loro voce, con benefici per tutti gli azionisti"e quindi coerentemente non per i lavoratori che azionisti non sono.
Un miliardo in Puglia (quando si vuole)
Un caso di riconversione produttiva verso le fonti rinnovabili proviene dalla Puglia: «È il modo migliore per riconvertire impianti industriali obsoleti e produzioni agricole superate», spiega Paride De Masi, amministratore delegato di Italgest, la holding salentina che sta realizzando sette centrali elettriche da fonti rinnovabili. La più importante, a Brindisi, punterà su campi fotovoltaici. «Sarà fra le più imponenti d' Europa e riuscirà a soddisfare il fabbisogno di 7mila famiglie», dice De Masi, che è anche coordinatore nazionale per le energie rinnovabili di Confindustria. (Repubblica — 07 luglio 2008 pagina 54 sezione: AFFARI FINANZA).
«Il motivo guida è la riconversione. Dalla chimica alle energie rinnovabili. La centrale nascerà nella landa desolata del Petrolchimico di Brindisi, un' area un tempo sequestrata dalla magistratura e da bonificare. La presenza del sole e la superficie del terreno, circa 30 ettari, consentono un intenso sfruttamento dell' energia solare, mediante l' installazione di pannelli fotovoltaici. Questa operazione si inquadra nel Polo integrato per le energie rinnovabili in Puglia, del quale fanno parte anche due centrali energetiche da biomasse e quattro impianti eolici».Anche officine meccaniche con personale in mobilità potranno trovare nuovi sbocchi di mercato nella realizzazione di torri eoliche. Sempre nel Salento, a Brindisi e a Casarano, alcuni ex stabilimenti, come quello della Filanto, saranno utilizzati per assemblare i pannelli fotovoltaici che installeremo nei nostri impianti. «. A quanto ammonta l' investimento? «Investiremo un miliardo di euro, con la formula del project financing. La centrale di Brindisi deve essere realizzata in tre anni: andremo a regime nel 2011. La Puglia può diventare una regione all' avanguardia per le energie rinnovabili. L' Italia ha la necessità di allinearsi al Protocollo di Kyoto, pena l' apertura di una procedura di infrazione comunitaria».
Cosa è il project financing?
La finanza di progetto (o project financing in inglese) è una operazione di finanziamento a lungo termine, che consiste nell'utilizzo di una società neocostituita (cosiddetta SPC, Special Purpose Company) la quale serve a mantenere separati gli assets del progetto da quelli dei soggetti proponenti l'iniziativa d'investimento (i cosiddetti "promotori").
La SPC viene finanziata sia da capitale equity (azioni), fornito generalmente dai promotori e non deve superare l'ammontare del 15-20%, il rimanente 80-85% da capitale di debito (obbligazioni) normalmente ottenuto da un pool di banche. In questo modo, attraverso l'imputazione di attività e passività alla SPC è possibile mantenere un controllo più stretto sull'andamento del progetto. È, inoltre, un modo per proteggere gli interessi dei soci promotori, i quali sono così "schermati" dall'eventuale fallimento del progetto stesso. Lo schema del Project Financing ha riscosso i maggiori successi per quei progetti per loro natura più complessi, quali la realizzazione di centrali elettriche o di nuove attività estrattive, dove alti sono i rischi ambientali, tecnici, politici ed economici. Anche i progetti di ricerca possono beneficiare di questo sistema di finanziamento, dato che i finanziatori in equity potranno garantirsi sulla proprietà della SPC, la quale detiene la titolarità su ogni risultato (brevetti o altro) del progetto di ricerca.
«Il motivo guida è la riconversione. Dalla chimica alle energie rinnovabili. La centrale nascerà nella landa desolata del Petrolchimico di Brindisi, un' area un tempo sequestrata dalla magistratura e da bonificare. La presenza del sole e la superficie del terreno, circa 30 ettari, consentono un intenso sfruttamento dell' energia solare, mediante l' installazione di pannelli fotovoltaici. Questa operazione si inquadra nel Polo integrato per le energie rinnovabili in Puglia, del quale fanno parte anche due centrali energetiche da biomasse e quattro impianti eolici».Anche officine meccaniche con personale in mobilità potranno trovare nuovi sbocchi di mercato nella realizzazione di torri eoliche. Sempre nel Salento, a Brindisi e a Casarano, alcuni ex stabilimenti, come quello della Filanto, saranno utilizzati per assemblare i pannelli fotovoltaici che installeremo nei nostri impianti. «. A quanto ammonta l' investimento? «Investiremo un miliardo di euro, con la formula del project financing. La centrale di Brindisi deve essere realizzata in tre anni: andremo a regime nel 2011. La Puglia può diventare una regione all' avanguardia per le energie rinnovabili. L' Italia ha la necessità di allinearsi al Protocollo di Kyoto, pena l' apertura di una procedura di infrazione comunitaria».
Cosa è il project financing?
La finanza di progetto (o project financing in inglese) è una operazione di finanziamento a lungo termine, che consiste nell'utilizzo di una società neocostituita (cosiddetta SPC, Special Purpose Company) la quale serve a mantenere separati gli assets del progetto da quelli dei soggetti proponenti l'iniziativa d'investimento (i cosiddetti "promotori").
La SPC viene finanziata sia da capitale equity (azioni), fornito generalmente dai promotori e non deve superare l'ammontare del 15-20%, il rimanente 80-85% da capitale di debito (obbligazioni) normalmente ottenuto da un pool di banche. In questo modo, attraverso l'imputazione di attività e passività alla SPC è possibile mantenere un controllo più stretto sull'andamento del progetto. È, inoltre, un modo per proteggere gli interessi dei soci promotori, i quali sono così "schermati" dall'eventuale fallimento del progetto stesso. Lo schema del Project Financing ha riscosso i maggiori successi per quei progetti per loro natura più complessi, quali la realizzazione di centrali elettriche o di nuove attività estrattive, dove alti sono i rischi ambientali, tecnici, politici ed economici. Anche i progetti di ricerca possono beneficiare di questo sistema di finanziamento, dato che i finanziatori in equity potranno garantirsi sulla proprietà della SPC, la quale detiene la titolarità su ogni risultato (brevetti o altro) del progetto di ricerca.
Costi aziendali
L'economista Tito Boeri stimava in circa 600 milioni di euro i contributi statali per la cigs e la mobilità Fiat del 2003. Nel 2007 il governo Prodi prevdeva altri interventi per 2000 prepensionamenti Fiat che erano le premesse per il lancio della nuova 500 celebrata nel luglio 2007.
E' venuto così il miracolo Marchionne e gli utili degli azionisti in forte crescita.
Ora per settembre 2008 si prevede la messa in cassa integrazione guadagni per decine di migliaia di lavoratori
La Fiom ha richiesto un confronto con la Direzione Fiat sul piano industriale del Gruppo per i prossimi anni. "Un piano che accompagni il programma di uscita dei nuovi modelli annunciati con un’accentuata innovazione nel campo motoristico, volta a realizzare una consistente riduzione dei consumi, aprendo la strada alla produzione di auto ibride ed elettriche”.
Da quando tempo si parla di queste nuove produzioni? e perchè si finanzia con denaro pubblico una produzione così antiquata e fragile di fronte al mercato?
Riconsegneranno gli utili gli azionisti? E non siamo noi, più che le banche, tramite lo Stato erogatore di cassa integrazione e mobilità i veri azionisti della Fiat?
E' venuto così il miracolo Marchionne e gli utili degli azionisti in forte crescita.
Ora per settembre 2008 si prevede la messa in cassa integrazione guadagni per decine di migliaia di lavoratori
La Fiom ha richiesto un confronto con la Direzione Fiat sul piano industriale del Gruppo per i prossimi anni. "Un piano che accompagni il programma di uscita dei nuovi modelli annunciati con un’accentuata innovazione nel campo motoristico, volta a realizzare una consistente riduzione dei consumi, aprendo la strada alla produzione di auto ibride ed elettriche”.
Da quando tempo si parla di queste nuove produzioni? e perchè si finanzia con denaro pubblico una produzione così antiquata e fragile di fronte al mercato?
Riconsegneranno gli utili gli azionisti? E non siamo noi, più che le banche, tramite lo Stato erogatore di cassa integrazione e mobilità i veri azionisti della Fiat?
Politica industriale su Roma
La situazione di Telecom Italia è "complessa", "ora è il tempo di mettere mano ai problemi e nessuno meglio di Bernabè può farlo". Così affermava a giugno il presidente del Consiglio di sorveglianza di Mediobanca Cesare Geronzi, intervenuto a Firenze al'incontro organizzato dall'Osservatorio permanente giovani-editori di Andrea Ceccherini.
Cosa diranno ai giovani gli editori ? quale verità? Quella del banchiere? secondo cui "si tratta forse di piccole cose, ma immaginare l'uscita di 5 mila persone da una struttura come quella della Telecom in un paese come il nostro, sia pure con un risparmio a regime entro il 2010, è già un fatto molto importante"Da fonti sindacali si apprende che il piano prevede quasi 2 mila dei 5 mila esuberi che saranno concentrati nelle sedi Telecom di Roma (1.345) e Milano (563). Duemila licenziamenti riguardano la rete, tra network e divisione Open access, e 950 l'area clienti. Il gruppo ha preannunciato 5 mila esuberi entro il 2010, anche se i sindacati temono ulteriori riduzioni - fino a 12 mila posti - dopo che sarà diventata pienamente operativa la nuova organizzazione voluta da Bernabè.
L'analisi di Geronzi, che ha detto di stimare Tronchetti Provera, era stata molto chiara
"Se si pensa alla crescita della Telecom per adesso il problema non è quello degli investimenti, perché la struttura finanziaria non lo consente. Questo è il momento del riordino organizzativo e anche dei costi. Di questo credo che il management sia consapevole e su questo è impegnato fortissimamente".
Cosa diranno ai giovani gli editori ? quale verità? Quella del banchiere? secondo cui "si tratta forse di piccole cose, ma immaginare l'uscita di 5 mila persone da una struttura come quella della Telecom in un paese come il nostro, sia pure con un risparmio a regime entro il 2010, è già un fatto molto importante"Da fonti sindacali si apprende che il piano prevede quasi 2 mila dei 5 mila esuberi che saranno concentrati nelle sedi Telecom di Roma (1.345) e Milano (563). Duemila licenziamenti riguardano la rete, tra network e divisione Open access, e 950 l'area clienti. Il gruppo ha preannunciato 5 mila esuberi entro il 2010, anche se i sindacati temono ulteriori riduzioni - fino a 12 mila posti - dopo che sarà diventata pienamente operativa la nuova organizzazione voluta da Bernabè.
L'analisi di Geronzi, che ha detto di stimare Tronchetti Provera, era stata molto chiara
"Se si pensa alla crescita della Telecom per adesso il problema non è quello degli investimenti, perché la struttura finanziaria non lo consente. Questo è il momento del riordino organizzativo e anche dei costi. Di questo credo che il management sia consapevole e su questo è impegnato fortissimamente".
lunedì 7 luglio 2008
Analisi
Una recente analisi dettagliata della industria militare in Italia è scaricabile dal sito
http://www.archiviodisarmo.it/template.php?pag=55515
http://www.archiviodisarmo.it/template.php?pag=55515
E gli indiani ad Anagni tagliano mille posti di lavoro
Nonostante 47 milioni di euro stanziati dal ministero dello sviluppo economico, la
Filcem Cgil, Femca Cisl e Uilcem Uil di Frosinone hanno dovuto organizzare per domani (martedì 8 luglio) a Roma una grande manifestazione dei lavoratori della “Videocon” di Anagni, la multinazionale indiana che si occupa di televisori e display, che intende abbandonare il territorio e disimpegnarsi dagli investimenti recentemente concordati, mettendo a rischio oltre 1.000 posti di lavoro. Il corteo - previsti almeno 1500 lavoratori, presenti molti sindaci, parlamentari, rappresentanti della provincia, presidente in testa – si concentrerà a piazza della Repubblica intorno alle ore 11 per confluire in piazza Barberini alle 11,30 circa. Da lì partirà una delegazione che sarà ricevuta all'Ambasciata indiana, in via XX Settembre, 5.
n.b. L’indiana Videocon ha presentato nello scorso mese di maggio alla società Usa Motorola una manifestazione di interesse. Motorola,infatti, ha comunicato di aver deciso la separazione delle attività nella telefonia cellulare dando vita a partire dal 2009 a due società, una delle quali si occuperà appunto del «mobile» a cui è interesata Videocon.
Filcem Cgil, Femca Cisl e Uilcem Uil di Frosinone hanno dovuto organizzare per domani (martedì 8 luglio) a Roma una grande manifestazione dei lavoratori della “Videocon” di Anagni, la multinazionale indiana che si occupa di televisori e display, che intende abbandonare il territorio e disimpegnarsi dagli investimenti recentemente concordati, mettendo a rischio oltre 1.000 posti di lavoro. Il corteo - previsti almeno 1500 lavoratori, presenti molti sindaci, parlamentari, rappresentanti della provincia, presidente in testa – si concentrerà a piazza della Repubblica intorno alle ore 11 per confluire in piazza Barberini alle 11,30 circa. Da lì partirà una delegazione che sarà ricevuta all'Ambasciata indiana, in via XX Settembre, 5.
n.b. L’indiana Videocon ha presentato nello scorso mese di maggio alla società Usa Motorola una manifestazione di interesse. Motorola,infatti, ha comunicato di aver deciso la separazione delle attività nella telefonia cellulare dando vita a partire dal 2009 a due società, una delle quali si occuperà appunto del «mobile» a cui è interesata Videocon.
Il socio indiano della Fiat
15.000 contadini cacciati dalle loro terre a causa della costruzione di un impianto industriale "TATA MOTORS"
Così il gruppo FIAN - Südtirol chiama ad una Azione Urgente che svela la configurazione dei gruppi industriali che dettano legge a livello planetario, in questo caso con l'appoggio del governo di sinistra del Singur
"Avete probabilmente sentito e letto la notizia nei media che la TATA Motors, la più importante casa automobilistica indiana, che da da circa due anni collabora con l'italiana FIAT nell'ambito di una "joint venture", ha sviluppato e presentato la vettura low-cost "Nano". Per la vetturetta destinata prevalentemente ai mercati dei Paesi in fase di sviluppo ed emergenti, si prevede un futuro di successo. Fin qui, tutto bene. Chiamare la scelta della sede per l'impianto di produzione infelice, è usare un eufemismo: non dei terreni incolti, ma fertilissima terra agricola (almeno tre raccolti l'anno – fonte di sostentamento per circa 15.000 persone) a Singur vicino a Kolkata - Calcutta, nel Bengala occidentale. Il Governo locale ha espropriato le terre senza pagare delle compensazioni neppure approssimativamente adeguate. La popolazione è vittima di atti di repressione e di brutali attacchi da parte le forze di polizia. Vige un divieto di riunione. Alcuni agricoltori mossi dalla disperazione non hanno visto altra soluzione che la via del suicidio.
In allegato troverete una descrizione dettagliata dell'azione urgente e un modello di lettera da inviare al Governo del Bengala orientale, e link al sito di FIAN.org, dove potete trovare ulteriori informazioni sul caso, sulle azioni urgenti, su FIAN e le sue attività.
Potete firmare la lettera originale in inglese e spedirla al il Capo del governo del Bengala orientale, spedite delle copie "per conoscenza" agli altri indirizzi. (Fine dell'azione urgente: 20 luglio 2008)
Ti chiediamo di diffondere questa e-mail inoltrandola ai tuoi amici e / o per raccogliendo firme.Questo è un contributo concreto per la promozione del rispetto dei diritti umani! Grazie di esserne parte!
FIAN - Südtirol Stenizerweg 2 39020 Lagundo, Italia
E-mail: * fian.suedtirol @ gmail.com
FIAN, FoodFirst Information & Action Network, è stata fondata nel 1986 ed è un'organizzazione internazionale per i diritti umani che si impegna al fine che tutti gli uomini possano vivere senza dover soffrire la fame ed alimentarsi autonomamente".
Così il gruppo FIAN - Südtirol chiama ad una Azione Urgente che svela la configurazione dei gruppi industriali che dettano legge a livello planetario, in questo caso con l'appoggio del governo di sinistra del Singur
"Avete probabilmente sentito e letto la notizia nei media che la TATA Motors, la più importante casa automobilistica indiana, che da da circa due anni collabora con l'italiana FIAT nell'ambito di una "joint venture", ha sviluppato e presentato la vettura low-cost "Nano". Per la vetturetta destinata prevalentemente ai mercati dei Paesi in fase di sviluppo ed emergenti, si prevede un futuro di successo. Fin qui, tutto bene. Chiamare la scelta della sede per l'impianto di produzione infelice, è usare un eufemismo: non dei terreni incolti, ma fertilissima terra agricola (almeno tre raccolti l'anno – fonte di sostentamento per circa 15.000 persone) a Singur vicino a Kolkata - Calcutta, nel Bengala occidentale. Il Governo locale ha espropriato le terre senza pagare delle compensazioni neppure approssimativamente adeguate. La popolazione è vittima di atti di repressione e di brutali attacchi da parte le forze di polizia. Vige un divieto di riunione. Alcuni agricoltori mossi dalla disperazione non hanno visto altra soluzione che la via del suicidio.
In allegato troverete una descrizione dettagliata dell'azione urgente e un modello di lettera da inviare al Governo del Bengala orientale, e link al sito di FIAN.org, dove potete trovare ulteriori informazioni sul caso, sulle azioni urgenti, su FIAN e le sue attività.
Potete firmare la lettera originale in inglese e spedirla al il Capo del governo del Bengala orientale, spedite delle copie "per conoscenza" agli altri indirizzi. (Fine dell'azione urgente: 20 luglio 2008)
Ti chiediamo di diffondere questa e-mail inoltrandola ai tuoi amici e / o per raccogliendo firme.Questo è un contributo concreto per la promozione del rispetto dei diritti umani! Grazie di esserne parte!
FIAN - Südtirol Stenizerweg 2 39020 Lagundo, Italia
E-mail: * fian.suedtirol @ gmail.com
FIAN, FoodFirst Information & Action Network, è stata fondata nel 1986 ed è un'organizzazione internazionale per i diritti umani che si impegna al fine che tutti gli uomini possano vivere senza dover soffrire la fame ed alimentarsi autonomamente".
Classe dirigente "armoniosa"
Consenso unanime per il nuovo libro del presidente di Sviluppo Lazio: della serie quando cresce la classe dirigente. In neretto le chiavi interpretative della notizia pubblicata dal sito http://www.italianinnovation.it (Il primo portale interamente dedicato al mondo dell’innovazione italiana)
Presentato ieri (1/7/08) il libro Mediterraneo tra Pace e Terrorismo di Giancarlo Elia Valori, edito da Rizzoli. Un’opera che ha ricevuto il plauso delle più importanti personalità del mondo imprenditoriale, politico e religioso. «Un uomo che sa vedere oltre le frontiere per comprendere il mondo». È la motivazione con la quale il Presidente Mitterrand ha nominato nel 1992 Giancarlo Elia Valori cavaliere della Legion d’onore. E, riprendendo le stesse parole del presidente francese, il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta, ha elogiato l’opera e la persona del Presidente di Sviluppo Lazio.
Giancarlo Elia Valori: un libro per trovare la pace nel Mediterraneo
Molte sono state le personalità intervenute nella sala della Protomoteca in Campidoglio per presentare il contributo letterario di Elia Valori: il Presidente della Camera Gianfranco Fini, il Sottosegretario Gianni Letta, il portavoce del governo dello stato di Israele Avi Pazner e Tarak Ben Ammar, consigliere di Mediobanca. La sala, che in pochi minuti si è riempita di fotografi, cameraman e giornalisti, ha ospitato fra le tante personalità del mondo politico, religioso e imprenditoriale, il banchiere Cesare Geronzi, l’ex ministro Giuseppe Pisanu, l’imprenditore Andrea Mondello, il manager Sergio Balbinot(a.d. Generali), il portavoce della Comunità Ebraica Riccardo Pacifici.
Mediterraneo tra pace e terrorismo vuole, attraverso una lucida analisi storica condotta attraverso le civiltà che nel corso dei secoli hanno abitato il bacino del «mare nostrum», cercare una possibile via d’uscita dall’empasse della crisi tra Stato di Israele e Palestina. «Il problema della pace deve essere affrontato concretamente», ha detto con tono deciso Giancarlo Elia Valori. «Dobbiamo sforzarci di creare le condizioni per un dialogo che conduca a scelte operative cruciali per lo sviluppo dei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo». E proprio sull’importanza economica e culturale che rivestono i popoli del Mediterraneo l’autore ha puntato l’accento: solo in condizioni di pace e prosperità è possibile «uno sviluppo economico armonioso». L’Europa, proprio per l’importanza strategica che riveste, non può venire meno al compito di «condurre al riscatto i Paesi del Sud-Est e spingere per il raggiungimento di questi obiettivi». Un’analisi lucida che ha trovato subito l’approvazione del Presidente della Camera Gianfranco Fini: «Un libro che ha un grande pregio: non prendere in considerazione la prospettiva tanto invocata di ineluttabile scontro tra civiltà per motivi religiosi che rischiano di far cadere l’analisi storica in banalità». E ha aggiunto che proprio le tre religioni monoteiste non sono mai state la causa «di quegli scontri ciclici che la Storia ci propone». Dunque, per il Presidente, altri sono i motivi da ricercare come causa di conflitti. La geopolitica ne è un esempio. «E Valori, ripercorrendo a ritroso la storia, c’è riuscito».
A seguire è stato il padrone di casa Gianni Alemanno a congratularsi con Valori per la pubblicazione del libro soprattutto perché «offre un messaggio di speranza in un momento caratterizzato da notizie tutt’altro che incoraggianti che continuano ad arrivare». E cogliendo proprio l’invito del Presidente di Sviluppo Lazio a cercare di rendere più concreta la politica, il sindaco di Roma ha lanciato l’idea di istituire un ponte ideale della pace fra Roma e Gerusalemme, «perché la nostra città può essere la zona franca per il dialogo, può avere un ruolo di mediazione importante». E proprio dalla collaborazione tra l’Europa e gli altri Paesi che si affacciano sul Mediterraneo possono nascere lodevoli iniziative. Come l’imminente nascita di una televisione per le popolazioni nordafricane, nata dalla collaborazione con Mediaset. E, ad andarn
e fieri è soprattutto Tarak Ben Ammar, uno degli artefici del progetto.
Fin qui la citazione : N.B. Ben Ammar, proprietario di Eagle Picture è anche l'azionista di peso in Lux Vide e di tante altre cose.
Presentato ieri (1/7/08) il libro Mediterraneo tra Pace e Terrorismo di Giancarlo Elia Valori, edito da Rizzoli. Un’opera che ha ricevuto il plauso delle più importanti personalità del mondo imprenditoriale, politico e religioso. «Un uomo che sa vedere oltre le frontiere per comprendere il mondo». È la motivazione con la quale il Presidente Mitterrand ha nominato nel 1992 Giancarlo Elia Valori cavaliere della Legion d’onore. E, riprendendo le stesse parole del presidente francese, il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta, ha elogiato l’opera e la persona del Presidente di Sviluppo Lazio.
Giancarlo Elia Valori: un libro per trovare la pace nel Mediterraneo
Molte sono state le personalità intervenute nella sala della Protomoteca in Campidoglio per presentare il contributo letterario di Elia Valori: il Presidente della Camera Gianfranco Fini, il Sottosegretario Gianni Letta, il portavoce del governo dello stato di Israele Avi Pazner e Tarak Ben Ammar, consigliere di Mediobanca. La sala, che in pochi minuti si è riempita di fotografi, cameraman e giornalisti, ha ospitato fra le tante personalità del mondo politico, religioso e imprenditoriale, il banchiere Cesare Geronzi, l’ex ministro Giuseppe Pisanu, l’imprenditore Andrea Mondello, il manager Sergio Balbinot(a.d. Generali), il portavoce della Comunità Ebraica Riccardo Pacifici.
Mediterraneo tra pace e terrorismo vuole, attraverso una lucida analisi storica condotta attraverso le civiltà che nel corso dei secoli hanno abitato il bacino del «mare nostrum», cercare una possibile via d’uscita dall’empasse della crisi tra Stato di Israele e Palestina. «Il problema della pace deve essere affrontato concretamente», ha detto con tono deciso Giancarlo Elia Valori. «Dobbiamo sforzarci di creare le condizioni per un dialogo che conduca a scelte operative cruciali per lo sviluppo dei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo». E proprio sull’importanza economica e culturale che rivestono i popoli del Mediterraneo l’autore ha puntato l’accento: solo in condizioni di pace e prosperità è possibile «uno sviluppo economico armonioso». L’Europa, proprio per l’importanza strategica che riveste, non può venire meno al compito di «condurre al riscatto i Paesi del Sud-Est e spingere per il raggiungimento di questi obiettivi». Un’analisi lucida che ha trovato subito l’approvazione del Presidente della Camera Gianfranco Fini: «Un libro che ha un grande pregio: non prendere in considerazione la prospettiva tanto invocata di ineluttabile scontro tra civiltà per motivi religiosi che rischiano di far cadere l’analisi storica in banalità». E ha aggiunto che proprio le tre religioni monoteiste non sono mai state la causa «di quegli scontri ciclici che la Storia ci propone». Dunque, per il Presidente, altri sono i motivi da ricercare come causa di conflitti. La geopolitica ne è un esempio. «E Valori, ripercorrendo a ritroso la storia, c’è riuscito».
A seguire è stato il padrone di casa Gianni Alemanno a congratularsi con Valori per la pubblicazione del libro soprattutto perché «offre un messaggio di speranza in un momento caratterizzato da notizie tutt’altro che incoraggianti che continuano ad arrivare». E cogliendo proprio l’invito del Presidente di Sviluppo Lazio a cercare di rendere più concreta la politica, il sindaco di Roma ha lanciato l’idea di istituire un ponte ideale della pace fra Roma e Gerusalemme, «perché la nostra città può essere la zona franca per il dialogo, può avere un ruolo di mediazione importante». E proprio dalla collaborazione tra l’Europa e gli altri Paesi che si affacciano sul Mediterraneo possono nascere lodevoli iniziative. Come l’imminente nascita di una televisione per le popolazioni nordafricane, nata dalla collaborazione con Mediaset. E, ad andarn
e fieri è soprattutto Tarak Ben Ammar, uno degli artefici del progetto.
Fin qui la citazione : N.B. Ben Ammar, proprietario di Eagle Picture è anche l'azionista di peso in Lux Vide e di tante altre cose.
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