La pubblicistica di Finmeccanica ,nel presentare il successo indubbio del Gruppo, parte dal 1997 quando era una conglomerata avviata al fallimento prima del cambio di gestione e del piano di razionalizzazione e definizione del core business che le hanno permesso di arrivare ad essere tra le prime realtà dell’alta tecnologia della difesa nel mondo.
Se poi pensiamo alle politiche industriali, perché mai dovremmo mettere a tema di una proposta ciò che sembra già deciso? Facciamo un esempio. Il governo Prodi aveva varato nel settembre 2006 il disegno di legge sulla nuova politica industriale 2015 con linee guida recepite dalla Legge Finanziaria 2007 e una commissione scientifica in cui figurano tra l’altro anche portatori di un pensiero critico ( come Luciano Gallino e Riccardo Realfonzo per fare qualche nome anche Marcello Messori), ma se andiamo a vedere il testo di una presentazione del presidente di Finmeccanica all’Accademia dei Lincei nel marzo 2007 vediamo esposta con grande sicurezza la strategia di orientare il sistema produttivo definita , proprio con riferimento al 2015, da un lavoro di gruppo che vede riuniti Mediobanca, ENI, Fiat, Telecom e Finmeccanica.
Di fatti proprio in questi giorni si sta concludendo con l’impiego di 3,4 miliardi di euro l’operazione di acquisizione del controllo della Drs Technologies statunitense, tra i fornitori principali del Pentagono, grazie ad un maxi finanziamento di un pool di banche coordinate da Mediobanca assieme a GoldmanSachs che ha sostituto la fallita Lehman Brothers.
L’aumento di capitale di Finmeccanica che come sappiamo è a controllo pubblico prevede un impegno del ministero del Tesoro per 250 milioni di euro ( su tale cifra esiste una polemica tra il ministro Tremonti e il Sole 24 ore che comunque ha titolato la notizia come un successo del made in Italy).
E lo stesso Sole 24 ore (5/11/2008) con i riferimenti ai pretesi tagli al bilancio della difesa operati dal governo Berlusconi parla di dati poco trasparenti dato che gli investimenti per effettivi 4 miliardi di euro (superiori ai 2,8 dichiarati) si trovano distribuiti in vari capitoli del bilancio dello Stato.
4 miliardi come quelli che servirebbero per gli interventi d'urgenza nelle scuole italiane per non vderle cadere a pezzi sugli studenti.
Nessun commento:
Posta un commento