lunedì 1 dicembre 2008

I soldi per cantare e 1000 treni dirottati

Da sempre, e in maniera coattiva per il nostro Paese, la gestione della mobilità ha configurato il territorio e i piani industriali. Ma "senza soldi non si canta messa" afferma Mauro Moretti, amministratore delegato di Ferrovie dello Stato Spa, a proposito del trasporto regionale dedicato ai pendolari per cui l' azienda sopporta "450 milioni di oneri finanziari per debiti pregressi".Quindi "se i soldi non ci saranno è un problema di casse dello Stato che non ha un quattrino e deve fare un minimo di scelta su cosa è prioritario”.
Sembra perciò che il trasporto regionale italiano rischia di non vedere garantiti i servizi essenziali dovendo tagliare linee frequentate da migliaia di persone ogni giorno.
Così il rapporto Pendolaria di Legambiente.
"Lo Stato investe 6 miliardi di euro per il ponte dello Stretto - ha precisato Edoardo Zanchini, responsabile trasporti di Legambiente - cioé esattamente il costo del progetto di mille nuovi treni che servono oggi ai pendolari".
Zanchini si riferisce alla promessa del governo Prodi, confermata inizialmente da Berlusconi, intitolata “1000 nuovi treni per i pendolari entro il 2011” Con un investimento complessivo di 6,4 miliardi, parte finanziato dallo Stato e parte dal Piano di investimento di FS. Sennonché nella Finanziaria blindata approvata dal Governo il progetto 1000 Treni è scomparso. “Eppure la necessità di avere più convogli è percepita come una vera priorità per chi ogni giorno prende il treno e si trova in convogli vecchi e sempre più affollati.”afferma Legambiente.

Ad ogni modo, a prescindere dal colore politico, il 70 per cento dei fondi stanziati dai governi precedenti sono finiti nel traffico gommato.
Per il 2009 verranno sottratte risorse tanto ad Anas (355 milioni), quanto a Rfi (1.138 milioni), mentre l'elenco delle priorità del governo Berlusconi vede ai primi posti il Ponte sullo Stretto,appunto, le autostrade e l'Alta Velocità. Assenti gli investimenti per le aree urbane e per il servizio ferroviario pendolare.
Il fabbisogno 1000 treni per i milioni di lavoratori pendolari non sono una buona indicazione di politica industriale?
E come mai si investe, invece, massicciamente sull’alta velocità dove il costo a chilometro è salito a 44 milioni di euro?
Una rete, inoltre, che servirà ai nuovi concorrenti come Montezemolo e soci con la nascitura Ntv in concorrenza con l’Azienda gestita da Moretti e Cipolletta.

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