4 miliardi di euro necessari secondo Bertolaso a mettere in sicurezza le scuole pubbliche italiane. Se ne parla perchè è morto un ragazzo schiacciato nella sua scuola del nord industriale.
Non per terremoto o disgrazia. Per mancanza di fondi. Quanto durerà come notizia?
4 miliardi da investire per i giovani e la scuola dirottati su altri capitoli di bilancio, come quelli degli armamenti, consapevolmente.
E tutto ciò mentre si parla di educazione civica nelle scuole e di Costituzione.
La pagina che segue,del 2002, va letta come espressione del significato di repubblica democratica fondata sul lavoro. Concetti chiari alla base della nostra convivenza per cui l’uomo prevale sul lavoro e il lavoro deve prevalere sul capitale.
Appello al sindacato per la difesa della L.185.90 per la limitazione dell'export di armi
del 27.02.02:
Entro 5 anni la spesa bellica dell'occidente sarà di 750 miliardi di
dollari cioè oltre i 3/4 della spesa militare mondiale, alla faccia delle
"guerre etiche", delle "guerre per la giustizia infinita e la libertà
duratura", dei poveri del mondo che sembrano diventare i nuovi nemici.
Anche l'Italia da qualche anno, in ottemperanza al "Nuovo Modello di
Difesa" del 1991, punta a raggiungere a breve la spesa di 9000 mld £./anno
per sistemi d'arma capaci di proiettare le attività militari "ovunque nel
mondo siano messi a rischio gli interessi economici dei paesi
industrializzati", in barba all'articolo 11 della Costituzione.
E' vergognoso che si faccia ricadere di nuovo sui lavoratori dell'industria militare, la responsabilità di collaborare a traffici di morte; essi venivano quanto meno parzialmente tutelati dalle limitazioni poste dalla 185/90.
Peraltro, i lavoratori del settore, con l'introduzione delle nuove
strategie militari e i relativi interventi bellici, già sono esposti a
colpe di possibili collaborazioni con atti profondamente lesivi dei diritti
umani oltre che di genocidio ove perpetrati.
Nel passato fu lo stesso sindacato a mobilitarsi contro un modello di
sviluppo fondato sulla spesa militare e la produzione di armi e contro un
mercato di morte perverso e pericoloso, fu il sindacato a sollecitare la
crescita di consapevolezza e di responsabilità dei delegati e dei
lavoratori del settore bellico, ad indicare loro la necessità di vigilanzae di piattaforme aziendali capaci di coniugare pace e diritto al lavoro.
Chiediamo al sindacato di riprendere quella strada individuando le vie più
opportune per la riduzione della spesa militare, della ricerca e della
produzione bellica, per difendere e semmai estendere le limitazioni alle
esportazioni di armi previste nella 185/90, per promuovere la riconversione
al civile della produzione militare (a partire da quanto previsto proprio
dalla L.185/90 e dalla "Agenzia per la riconversione dell'industria bellica
lombarda" istituita dalla L.R.6/94), per tutelare l'obiezione professionale
alla produzione militare, per dare ai lavoratori gli strumenti per opporsi
alla guerra, e a quella sua forma che oggi va sotto il nome di "guerra
permanente", ed agire per la prevenzione dei conflitti e la diffusione di
una cultura di pace.
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