E' di oggi la notizia che 2 linee dell'inceneritore di Colleferro sono stati poste sotto sequestro e sono stati arrestate 13 persone. Come riporta l'articolo del sito de "La Repubblica.it" (vedi qui) "Gli inquirenti hanno accertato che a Colleferro veniva smaltito ogni tipo di rifiuto violando tutte le norme previste. Parte del materiale arrivava di nascosto dalla Campania e comprendeva anche rifiuti pericolosi che dopo essere stati trattati venivano commercializzati come CDR".
Questo ennesimo caso, dopo tutto quello che è successo nella Valle del Sacco, dimostra come bisogna cambiare registro nel rapporto con l'ambiente e soprattutto con lo sviluppo. Gli inceneritori devono divenire il passato ed il futuro deve essere rappresentato dalla riduzione, riciclo e raccolta differenziata dei rifiuti. Invece la Regione Lazio, in linea con il governo nazionale, ha deciso di puntare sull'incenerimento del futuro della nostra regione puntando per questa città e per tutta la regione su un nuovo sviluppo, ma sostenibile, fatto di una nuova ondata di cemento, industria dell'energia, compresi gli inceneritori. La reazione della classe politica a tutti i livelli, di fronte alle proposte realizzabili fatte dai cittadini organizzati in comitati, si può riassume in una sola parola: NINBY, una vera e propria sindrome, secondo i soliti esperti, che prende a chiunque si domanda il perché delle cose e trova risposte diverse rispetto a quelle che interessano pochi, selezionati, intimi.
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