venerdì 16 maggio 2008

Un ritardo significativo: utile per.... Cina e Giappone

Nel solo 2007 è stata installata una potenza, relativa al solo fotovoltaico, pari a quanto è stato realizzato complessivamente in quasi 30 anni.
Così dicono i dati forniti dal Gestore dei servizi elettrici. In pratica ci sono installatori, esiste la richiesta pressante del mercato, ma c'è una scarsità di offerta di pannelli.
Si spiega così l'accordo tra Enel e Sharp perfezionato il 15 maggio con cui l'azienda italiana e la multinazionale giapponese prevedono due punti essenziali:
a)installazione entro il 2011 di nuovi campi fotovoltaici per un totale di 161 MW in grado di produrre l'energia di cui hanno bisogno oltre 81.500 famiglie.
b)realizzazione in Italia di un impianto industriale per la produzione integrata di pannelli fotovoltaici basati sulla tecnologia di avanguardia di Sharp che consentono un minore utilizzo di silicio a parità di efficienza.
Già in un recente seminario organizzato dall’Istituto Aspen, il direttore generale del ministero dell’ambiente,Corrado Clini, aveva mostrato i risulatti di una ricerca che mostra un grande mercato cinese desideroso di acquistare tecnologie adatte ad incrementare le fonti di energia rinnovabili, più convenienti e tali da superare la crisi ambientale, ma le aziende europee e quelle italiane in particolare non sono in gradi di rispondere a tale richiesta che chiederebbe l’aumento delle commesse in tempi molto brevi.
In particolare l’Eni aveva avviato un sito produttivo d’avanguardia vicino Shangaj ma ha deciso dal 2000 di non incentivare questa produzione perdendo una grande opportunità.
In quegli stessi anni l’Eni metteva in cigs i dipendenti Enipower di Nettuno....
ma nell'ottobre 2007 ecco arrivare l'intesa tra Enipower e la compagnia cinese di componenti del fotovoltaico Trina Solar per la fornitura di moduli da parte di quest’ultima.
Relativamente all'accordo Enel Sharp resta ancora da verificare dove far sorgere lo stabilimento di produzione dei pannelli. Sembra probabile una località costiera, dove è possibile sfruttare i servizi portuali. "La produzione - ha sottolineato infatti il dirigente Enel- non sarà esclusivamente destinata verso l'interno ma verrà indirizzata anche alla crescita del fotovoltaico negli altri paesi del Mediterraneo".
Linee esplicite di politica industriale giapponese.

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