mercoledì 25 febbraio 2009

Diversificare. Auto, nucleare e solare

Secondo il presidente di Confindustria Lazio, Stirpe, intervistato il 18 febbraio 2009, per le pagine romane del giornale della stessa Confindustria ormai “Dobbiamo puntare su due direttrici: energia e ambiente sono il futuro”
“ Per quanto ci riguarda, sul fronte energia porteremo nelle varie territoriali una metodologia di risparmio energetico che poi in pratica potrà tradursi in progetti pilota per tutti. Concretamente stiamo ragionando con Enea per farci promotori, con l’aiuto di Sviluppo Lazio e di imprese interessate alla costruzione, di una centrale con tecnologia solare termodinamico. Parliamo cioè di un impianto da 20 MW che potrebbe sorgere vicino a Latina. Realizzato con fondi privati, con il nostro patrocinio, quello di Enea e con risorse che magari anche Sviluppo Lazio potrebbe destinare all’iniziativa”.
La grande crisi economica quindi orienta verso il solare anche i rappresentanti di quei settori come il presidente Stirpe che rappresenta quell’indotto Fiat del frusinate che ha ricevuto grandi finanziamenti dalla Regione e dallo Stato in questi anni e adesso si trovano con un picco di cassa integrazione e una crisi di commese che fa paura. Evidentemente si tratta di una politica industriale orientata in maniera errata dato che, come affermano economisti come Andrea Ricci “la politica industriale non è uno strumento tecnico socialmente neutro, ma è parte integrante di una strategia complessiva mirante a disegnare un modello sociale” ( “Dopo il liberismo” 2004: Un testo che proponeva “scandalosamente”, pochi anni addietro, la nazionalizzazione della Fiat).

martedì 24 febbraio 2009

Il patto atomico fra Italia e Francia

La disponibilità della Siemens a vendere le proprie azioni (il 34%) in "Areva NP" (vedi il post "Colleferro e i giochi della Alstom") ha lasciato all'Italia la possibilità di formalizzare il “patto atomico” con la Francia per acquisire il know-how necessario per costruire nel nostro paese nuovi impianti nucleari. La stessa ENEL partecipa, con il 12,5%, alla costruzione della nuova centrale nucleare EPR in Francia, a Flamanville.
Il prossimo passo dovrebbero quindi essere l'ingresso in "Areva NP", come sottolinea nel suo articolo “Il Sole 24 Ore”, di Finmeccanica, attraverso la sua partecipata Ansaldo Energia, e della francese Alstom.
Sia Finmeccanica, proprietaria del 15% di Avio, sia Alstom, sono presenti nel distretto industriale di Colleferro che, scosso fortemente dalla crisi, potrebbe divenire "il terreno adatto per un'ottimizzazione delle risorse nella mission di Areva", trascurando, per lo sviluppo, qualsiasi considerazione di carattere precauzionale ed economica (per una prima considerazione critica sulle scorie delle centrali EPR si veda questo articolo).

lunedì 16 febbraio 2009

Fiumi sotterranei a Roma

Se nella piazzetta del Pantheon a Roma si scopre la residenza dei referenti della banda dei casalesi, una presenza non tanto sconosciuta ai più, il vulcanologo Franco Barberi, ex sottosegretrario alla Protezione civile, ha annunciato di aver trovato un grande fiume sotterraneo sotto il Tevere ad una temperatura media di 20 gradi, idoneo dunque a produrre energia geotermica pulita come avviene in alcuni paesi del nord Europa. Secondo Barberi, Roma potrebbe raggiungere la totale indipendenza energetica dagli idrocarburi. Ci servono solo partner industriali credibili.
Di partner e soldi se ne intende l’ex a.d. di Capitalia, Matteo Arpe, rimosso dal suo incarico nel 2007 con uno scivolo di 50 milioni di euro. Il giovane manager ha fondato Sator, una finanziaria “indipendente” che ha raccolto nel primo anno asset pari a 700 milioni di euro. Nel capitale troviamo la fondazione Mps, Angelici Partecipazioni Finanziarie, Api Holding, d’Amico Società di Navigazione, il gruppo Santarelli, Massimo Moratti e tre gruppi esteri non appieno conosciuti. Ultima ad entrare anche la Fondazione Roma, azionista di Unicredit. Il nome della società finanziaria, Sator, ricorda la struttura, nota agli archeologi, di una scrittura romana definita a quadrato magico e dal significato misterioso. Più semplicemente, nel nostro caso, occorrerà seguire le mosse di questa ricca “creatura”, in un mondo dove cresce la diseguaglianza e la povertà. Dove investirà e cosa andrà a sostenere per ricevere il consenso dei propri azionisti.

domenica 15 febbraio 2009

Visite di cortesia

Viaggio del presidente francese in Iraq per complimentarsi delle elezioni provinciali del 31 gennaio svoltesi senza tumulti. Con l'occasione Sarkozy ha offerto la disponibilità della Francia allo sviluppo economico del Paese garantendo l'equipaggiamento delle forze armate irachene.
Missione del ministro degli esteri italiano in Nigeria. Frattini ha confermato che il governo della nazione africana, coinvolta dalle ribellioni per il controllo petrolifero sul delta del Niger, è interessato "alla tecnologia militare italiana" e quindi con buon auspicio per Finmeccanica e Alenia.
Intanto raddoppia il numero dei militari italiani "combattenti" in Afghanistan con elicotteri d'attacco Mangusta e bombardieri Tornado pronti per le operazioni di primavera.

lunedì 9 febbraio 2009

Se decidono solo i banchieri ci rimane il golf

Il tessuto produttivo romano vede la telefonia e l’informatica come il settore che interessa 55 mila addetti e cioè, da fonte sindacale, il 60% delle aziende metalmeccaniche di Roma e provincia. La crisi economica si sta abbattendo violentemente per motivi preesistenti come i mancati investimenti sulla rete fissa e una contrazione della spesa della pubblica amministrazione sulle cui commesse i grandi gruppi e le aziende terziste svolgono da tempo una lunga lotta accompagnata da contenziosi pesanti
Se il caso più eclatante ha riguardato la chiusura del centro di Ricerca e Sviluppo Marconi, ex Ericsson Lab Italy, la deflagrazione si attende da Telecom che prevede, con la benedizione di Geronzi di Mediobanca, il taglio di 4mila posti di lavoro che seguono i 5mila esuberi del settembre2008 e la riduzione di due miliardi di investimenti.
Ma nel mondo del capitale si profilano nuove strategie. L’ex consigliere economico di Prodi, Angelo Rovati, ora “consulente “ di Rothschild ( questa sì che è mobilità!) ripropone il suo piano di scorporo di Telecom, arrivando stavolta ad una fusione con Mediaset , che avverrebbe con un gran giro di cessioni di controllate.
Ci sono livelli perciò di gestione dell’economia che sfuggono ad ogni minima partecipazione consapevole finendo per dare ragione alla tesi prevalente per cui l’impresa appartiene sostanzialmente agli investitori e non certo alle persone che ci lavorano e al territorio dove operano.
Nel mentre la Federgolf ha intravisto un mercato in crescita su Roma dove ha intenzione di investire 5-6 milioni di euro per attrezzare nuovi campi da Golf sui 90 ettari del Parco del Litorale cui togliere il vincolo ambientale e che potrebbero attrarre quei 4 milioni di turisti golfisti presenti in Europa secondo le stime della Federazione Italiana Golf.
Anche per Colleferro, interdetta la produzione agricola e in dismissione il comparto industriale, l’alternativa proposta da diverse fonti rimane il golf per la capacità di attrarre ceti abbienti. L’ex parco privato della selva di Paliano sembra il luogo più adatto, intanto la bonifica del sito industriale richiederà ben più di 18 buche del campo regolamentare da golf.

sabato 7 febbraio 2009

La fase preindustriale di Tor Vergata

La grande corsa alle rinnovabili vede sul territorio un alleanza strategica tra università Tor Vergata, altri due istituti universitari italiani per il polo solare organico che sarebbe il fotovoltaico di quarta generazione, una rivoluzione nel settore in materia di costi e di materie prime.
Un progetto arrivato alla fase preindustriale con produzione e commercializzazione già opzionata da una società del gruppo dei petrolieri Garrone di Genova ERGRenew assieme ad una consociata di un gruppo australiano. Investimento previsto di 10 milioni e il resto dalle agevolazioni di "industria 2015". Interessante vedere il piano industriale e le aree di sviluppo, nonchè il grado di visione delle parti sindacali

Una sessione operativa per la valle del Sacco

Una riconversione possibile e necessaria. Proposta e appello

Il caso dell’inquinamento diffuso e pervasivo nella Valle del Sacco, che attraversa territori situati nelle due Province di Roma e Frosinone, è la manifestazione eclatante di un uso irresponsabile dei beni comuni consegnati ad una pretesa libertà imprenditoriale oggetto di valutazione penale, senza per questo tralasciare quelle responsabilità storiche, non più sanzionabili, di gruppi dominanti del potere economico che rimangono prevalenti nel “sistema Paese”.

Uno degli effetti paradossali che potrebbe prodursi, allo stato attuale degli interventi programmati di bonifica ambientale, rimanda alla pratica di scaricare sulla collettività gli ingenti costi di risanamento per consegnare il territorio ai medesimi criteri gestionali che hanno posto in un conflitto insano il reddito da lavoro con la tutela dell’ambiente e la promozione della pace. Uno dei tratti caratteristici del sito di Colleferro, che è al centro della questione Valle del Sacco, risiede anche nella presenza consolidata di fabbriche di armamenti dagli esiti finali non meno distruttivi e che, ad ogni modo, rendono obbligatoria l’applicazione della legge Seveso prevista per lo stato di pericolo rilevante cui è esposta inevitabilmente la popolazione residente.

Dal 2008 la Regione Lazio, definendo i criteri di utilizzo dei milionari fondi strutturali dell’Unione Europea, previsti per il settore ricerca e sviluppo, e adottando una legge quadro sulla pace che non si ferma alle notazioni di principio, ma pretende di incidere nella definizione delle strutture produttive esistenti, ha posto le premesse per una politica industriale responsabile. Si tratta di strumenti da mettere alla prova e utilizzabili, in maniera efficace, per definire un piano di investimenti in linea con l’indirizzo, ormai avvertito anche dai settori più refrattari, di una inevitabile riconversione ecologica della produzione. E’ ragionevole, infatti, prevedere che una gestione ottimale delle fonti energetiche rinnovabili sia in grado di facilitare la creazione di occupazione di qualità non comprimibile da quelle strategie speculative che, in questi anni, hanno imperversato operando o minacciando delocalizzazioni al fine di comprimere il diritto alla salute e al lavoro.
Presumere di poter affrontare la questione “Valle del Sacco” come una vicenda localistica e “provinciale”, pone le premesse per vedere, ancora una volta, sconfitte le ragionevoli istanze di tutela del bene comune a favore di prevalenti poteri economici e finanziari che possono utilizzare agevolmente le leve della informazione e della cultura.
Per questo motivo chiediamo il concorso di passione civile e di competenze che possono provenire dai movimenti,dalle associazioni e dal modo accademico, ad ogni livello, riconoscendo il valore paradigmatico ed esemplare di un luogo, Colleferro e Valle del Sacco, da non consegnare per sempre al degrado e avviare un percorso concreto fatto di adeguati investimenti e politiche industriali efficaci.
Vi invitiamo, pertanto, ad intervenire alla prima sessione operativa del gruppo di lavoro che si terrà:

Martedì 10 febbraio 2009 ore 18
Sala rappresentanza Regione Lazio Via Poli, 29 (angolo Via del Tritone) Roma

Rete Tutela Valle del Sacco - Rete Lilliput - Archivio Disarmo

I "generosi" investimenti nelle fonti rinnovabili

Mentre Cgil e Legambiente riescono a trovare l'intesa operativa per un piano "verde"da 15 miliardi di euro che verrà illustrato il prossimo 10 marzo, si assestano le strategie dei grandi capitali che comprendono come l'investimento nelle fonti rinnovabili risulti fortemente remunerativo.
Secondo report della Jp Morgan i ritorni del capitale investito nel settore potranno portare a valori del 15-20%. E' chiaro che si tratta di previsioni per periodi non troppo brevi, ma tali da orientare l'Enel a cercare Fondi sovrani interessati a rilevare il 30-40% di Enel Green Power, la società del Gruppo dedicata alle attività delle energie rinnovabili. Un operazione che secondo la stampa finanziaria porterebbe all'incasso di 3 miliardi di euro che potrebbero arrivare dai fondi dei Paesi del Golfo vista la partecipazione di Enel al al “World future energy summit” (Wfes) di Abu Dhabi, appuntamento decisivo dedicato alle industrie e ai governi interessati alle nuove tecnologie in campo energetico.
Si tratta perciò di capitali provenienti da posizioni di privilegio dei fornitori di petrolio attirati da ritorni cospicui nel settore delle rinnovabili dove pare che Enel, superando un ritardo notevole, abbia deciso di misurarsi anche nella produzione di pannelli solari grazie ad un accordo con Sharp e StMicroeletronics.
Ma tali operazioni sono solo una diversificazione del rischio relativo di Enel, interessata, come sappiamo, ad investire in maniera significativa nel nucleare sperimentandolo finora nella grande prateria del liberismo che sono diventati i paesi dell'est, ma pronta ad applicazioni operative sul territorio italiano col favore trasversale che si è costituito a livello politico e delle classi dirigenti.

mercoledì 4 febbraio 2009

Contabilità pubblica

72 milioni di euro stanziati per la bonifica della valle del Sacco. Questa la decisione della Regione Lazio di fronte all'incalzare di una protesta montante dei territori coinvolti che raggiungono tutto il corso del fiume.
3000 ettari da sottoporre a bonifica di cui 700 interdetti ad ogni attività agroalimentare
6000 capi di bestiame abbattuti nel 2005
Il 55% della popolazione sottoposta ad analisi epidemiologia con tracce ineliminabili di una sostanza chimica nociva

Il costo sulla collettività è dunque calcolato per difetto in misura sostanziale.
Tutto questo per porre le premesse della rinascita, mentre i profitti privati si sono consolidati in altre sedi.
Necessita un piccolo investimento per una analisi storica del capitalismo italiano concentrato su Colleferro.

martedì 3 febbraio 2009

Il potere prevalente

La Vitrociset è un’azienda controllata al 98% dalla vedova e dalle figlie dell’ex presidente Finmeccanica, Camillo Crociani, che riuscì a sfuggire all’arresto per lo scandalo Lockeed, un veleno presente nel Dna della repubblica italiana, grazie all’elicottero che lo trasportò via dalla villa del Circeo.
L’azienda familiare si sostiene per oltre metà del fatturato con appalti militari, tanto da avere come presidente un ex comandante dello Stato Maggiore della Difesa, Mario Arpino, anche se le strategie sono state affidate ad un manager come Tommaso Pompei che ha un lungo percorso nei luoghi del potere tra cui la vicenda della tangente Wind-Orascom per cui risulta ancora tra gli indagati. Entro febbraio saranno dettate le linee direttive, anche se lo stesso Pompei ha personalmente una partecipazione significativa del 10% nella Phen Solar, una Srl dedicata al settore fotovoltaico presente nel tecnopolo tiburtino, ma sotto il controllo di una società con sede in Lussemburgo di cui sarebbe interessante comprendere la natura della proprietà dominante.
Un settore dunque, quello delle fonti rinnovabili, con grandi prospettive di sviluppo e di occupazione che risentirà delle decisioni di qualche lontano Cda.

Nel mentre la multinazionale statunitense Kraft ha deciso di togliere autonomia alla filiale italiana della terza società mondiale nel settore degli alimenti. Una presa di posizione che mette in allarme i lavoratori della Simmenthal di Aprilia (LT) per una vendita dello stabilimento.
Insomma sia che si tratti di solare come di armi o di carne in scatola e Philadelfia ( storico marchio Kraft che significa “amore fraterno”), decide qualcuno che non si conosce, oppure si conosce troppo bene come gli eredi Crociani che decidono tutto e chi concorre con il lavoro alla produzione non può che giocare di rimessa, sperando nel buon padrone.
Non è forse qui, nel potere prevalente, la crisi del sistema ?