Per avere una idea del valore dell’informazione in Italia, di quanto possa essere asservita e uniformata potrebbe valere d’esempio quanto accaduto e perfezionato nel maggio 2009 con la cessione del 60% di Telecom Media News, controllante l’agenzia di stampa «APCom», da parte di Ti Media (Telecom) a Sviluppo programmi editoriali, società controllata dal gruppo Abete, già proprietaria dell’agenzia Asca.
Quello che interessa è il prezzo di tale operazione : una cifra simbolica, probabilmente un euro e cioè lo stesso importo con cui Telecom rilevò nel 2003 ApCom da E.Biscom .
Ma il vero costo è quello sostenuto da Telecom per ricapitalizzare la controllante di l’Apcom per 10,5 milioni di euro, dopo il rosso certificato di per 4,5 milioni di euro.
Evidentemente l’agenzia serve a qualcosa nelle strategie del potere romano, mentre per 470 addetti dei servizi dei centralini, dell’Elenco abbonati e del 1254 non esiste alcuna scappatoia o possibilità di tregua. Per il sindacato esistono possibilità di ricollazione interna, dato che alcuni settori hanno intensificato la turnazione, ma l’azienda non sente ragioni : si vede che i lavoratori valgono meno di un euro, il costo di un quotidiano. Peccato ci si potevano comprare un agenzia di stampa, almeno così qualcuno potrebbe rompere un silenzio informativo imbarazzante.
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