venerdì 10 luglio 2009

Miliardi di dollari verso la Svizzera mentre va in scena lo show del G8

Mentre la macchina pubblicitaria ha già ridotto le rovine d’Abruzzo al palcoscenico per la rappresentazione del potere d’acciao in forma glamour in cui si mostra il G8, un piccolo resto del movimento di resistenza alle logiche liberiste, o mercatiste come qualcuno si converte a dire, sta salendo a L’Aquila esponendosi ad ogni forma di incomprensione e aggressione mediatica. Il dogma del libero mercato che aggiusta tutto è stato il fondamento fallace della politica dei grandi Paesi e delle istituzioni internazionali che lo hanno applicato senza giudizio.Ma una notizia di agenzia particolare è stata prevalentemente omessa anche se riportata sul sito della Guardia di finanza:
si tratta del fatto accaduto sulla frontiera italo svizzera alla dogana di Chiasso il 4 giugno scorso dove due giapponesi di mezza età che viaggiavano in seconda classe recavano nel classico sottofondo della valigia un carico misterioso: “Duecentoquarantanove bond della Federal Reserve statunitense, del valore nominale di 500 mln di dollari ciascuno, piu’ 10 bond Kennedy da 1 mld di dollari ciascuno, occultati nel doppio fondo di una valigia, per un totale di ben 134 mld di dollari, pari a oltre 96 mld di euro”.
Importi che superano di gran lungo gli impegni contro la fame nel mondo. Solo l’agenzia Asia News ne ha continuato a parlare fino al 30 giugno citando la fonte della ”Turner Radio Network(TRN), una stazione radio indipendente diffusa via internet che ha rivelato come i due giapponesi fermati a Ponte Chiasso dalla Guardia di Finanza e poi rilasciati erano dipendenti del Ministero del tesoro giapponese”. Poco dopo il direttore della radio indipendente statunitense è stato arrestato. Secondo la legge vigente in Italia se i titoli risultassero autentici si dovrebbe applicare una sanzione amministrativa di ” 38 miliardi di euro, pari al 40% della somma eccedente la franchigia ammessa di 10mila euro”. A cosa servivano tali importi che viaggiavano in seconda classe ? Un silenzio “chiassoso”.

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