sabato 7 febbraio 2009

I "generosi" investimenti nelle fonti rinnovabili

Mentre Cgil e Legambiente riescono a trovare l'intesa operativa per un piano "verde"da 15 miliardi di euro che verrà illustrato il prossimo 10 marzo, si assestano le strategie dei grandi capitali che comprendono come l'investimento nelle fonti rinnovabili risulti fortemente remunerativo.
Secondo report della Jp Morgan i ritorni del capitale investito nel settore potranno portare a valori del 15-20%. E' chiaro che si tratta di previsioni per periodi non troppo brevi, ma tali da orientare l'Enel a cercare Fondi sovrani interessati a rilevare il 30-40% di Enel Green Power, la società del Gruppo dedicata alle attività delle energie rinnovabili. Un operazione che secondo la stampa finanziaria porterebbe all'incasso di 3 miliardi di euro che potrebbero arrivare dai fondi dei Paesi del Golfo vista la partecipazione di Enel al al “World future energy summit” (Wfes) di Abu Dhabi, appuntamento decisivo dedicato alle industrie e ai governi interessati alle nuove tecnologie in campo energetico.
Si tratta perciò di capitali provenienti da posizioni di privilegio dei fornitori di petrolio attirati da ritorni cospicui nel settore delle rinnovabili dove pare che Enel, superando un ritardo notevole, abbia deciso di misurarsi anche nella produzione di pannelli solari grazie ad un accordo con Sharp e StMicroeletronics.
Ma tali operazioni sono solo una diversificazione del rischio relativo di Enel, interessata, come sappiamo, ad investire in maniera significativa nel nucleare sperimentandolo finora nella grande prateria del liberismo che sono diventati i paesi dell'est, ma pronta ad applicazioni operative sul territorio italiano col favore trasversale che si è costituito a livello politico e delle classi dirigenti.

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