Se la politica cede al potere della finanza e delle grandi imprese, una vera politica di pace deve incidere sulle banche e sulle politiche industriali. Materiali per una politica industriale di pace nel Lazio e non solo.
domenica 18 gennaio 2009
Assisi, città per la pace, "ma anche" per i fondi sovrani
Francesco partì da Assisi per proporre la pace nel 1219, al sultano d'Egitto al-Malik al-Kamil, successore del Saladino, mentre i crociati erano impegnati nell’inutile e rovinosa campagna militare attorno alla città di Damietta. Ancora sabato 17 gennaio 2009 la cittadina umbra è stata sede di una incessante domanda di ragionevole pace di fronte all’ orrore di Gaza. Ma l’appuntamento che forse si rivelerà più idoneo ad incidere nei rapporti con il Medio Oriente sembra quello in preparazione dal 17 al 27 settembre di quest’anno quando si terrà, l’”Assisi endurance lifestyle” con la partecipazione di alcune famiglie reali degli Emirati Arabi. Si tratta del campionato europeo Open della Federazione Equestre Internazionale con 88 cavalieri di 20 nazioni, 18 mila spettatori e 25 televisioni al seguito. Un luogo e l’occasione per fare affari in convivialità e trovare occasioni per collocare in maniera ottimale gli enormi flussi dei fondi sovrani che trovano un sistema bancario italiano che,per esempio, presta scarsa attenzione alle imprese nella fascia tra i 5 e i 50 milioni di fatturato, esponendole ad ogni possibile speculazione che arriva ad acquistare il controllo di aziende industrialmente sane, ma indebitate. Come dicono gli organizzatori dell’Endurance Lifestyle, Assisi è città ideale perché “punto di incontro internazionale fra culture diverse”.
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