venerdì 30 maggio 2008

45 miliardi in 4 anni: dove li vuole spendere Confindustria ?

da Repubblica 29 maggio 2008
Confindustria Energia ha voluto contribuire, in modo costruttivo, al dibattito in corso sul futuro energetico dell'Italia". Con queste parole, Pasquale De Vita, presidente di Confindustria Energia ha aperto il convegno di presentazione del Manifesto degli operatori energetici dal titolo 'Linee guida per la politica energetica del Paese', che si e' tenuto a Roma. Tutela ambientale, efficienza, infrastrutture e nuove strategie sono le parole chiave su cui fonda il documento, tramite il quale i produttori di energia italiani hanno chiesto al nuovo Governo impegni precisi e vincolanti che indirizzino le direttive di una politica energetica attenta alla sostenibilita' e capace di garantire un approvvigionamento sicuro al Paese e a minor costo per gli utenti. Perche' l'Italia, ha ribadito De Vita "e' un Paese che per troppi anni ha scelto di non decidere, mentre oggi non possiamo piu' permetterci l'immobilismo. Sulla carta sono pronti investimenti per circa 45 miliardi di euro da qui al 2011 per garantire al paese la copertura dei suoi fabbisogni. Ma c'e' bisogno di scelte che consentano di guardare con fiducia al futuro". Scelte che, in una contingenza cruciale per il mercato dell'energia, diventano prioritarie, come prioritario, ha aggiunto De Vita, e' il tema della sostenibilita' ambientale perche' "sviluppo industriale e difesa dell'ambiente non sono antitetici. Lo testimonia l'esperienza delle imprese che investono moltissimo su questo fronte con risultati straordinari, ma - ha concluso De Vita - scarsamente percepiti dall'opinione pubblica, troppo spesso bombardata solo da messaggi negativi".
29 MAGGIO 2008

martedì 27 maggio 2008

Non mancano i soldi...cosa si aspetta?

Come per il Pharma Finance............
«Nel 2006 le operazioni dei venture capital nei settori dell' ambiente e delle fonti alternative sono stati sei, mentre lo scorso si è toccato quota 15», spiega Giampio Bracchi, presidente dell' Aifi (Associazione italiana per il private equity e venture capital). «In particolare, in sette casi si è trattato di operazioni di early stage, rivolte cioè ad aziende che avevano pochi mesi di vita, mentre in otto casi i finanziamenti hanno riguardato casi di expansion, per aumentare la liquidità delle aziende target e consentire loro un rafforzamento degli investimenti».
Nel 2007 i venture capital italiani hanno investito 68 milioni di euro di mezzi propri e si sono rivolti al sistema bancario per reperire altri 140 milioni.
Dei 140 fondi private italiani, sedici hanno tra i loro obiettivi di investimenti aziende dell' ambiente e dell' energia pulita e circa un terzo rivolge la propria attenzione anche ad aziende in fase di startup.
Tra le poche società che hanno scelto di specializzarsi nella finanza ecosostenibile c' è la milanese Ambienta, sgr che nei mesi scorsi ha perfezionato il closing della prima tranche del fondo private Ambienta I per 123,7 milioni di euro. Guidata da Nino Tronchetti Provera e finanziata anche da gruppi industriali e finanziari, la società ha in programma di puntare soprattutto su società non quotate attive nelle energie rinnovabili
C' è poi il fondo francoitaliano 360° Capital Partners, che ha firmato un accordo per investire fino a cinque milioni di euro in Electro Power Systems (ElectroPS), un' azienda torinese che sviluppa e vende soluzioni energetiche pulite basate su tecnologia fuel cell (celle a combustibile).
Il settore cresce a dispetto dei mercati. Di certo, gli investimenti nel comparto green energy non stanno risentendo delle incertezze diffuse sui mercati finanziari: «Si tratta di un segmento poco correlato al quadro generale - aggiunge Dario Levi - Anzi, proprio uno dei motivi di debolezza congiunturale, come è sicuramente il caropetrolio costituisce una spinta a credere nel business delle energie alternative».
da Luigi Dell'Olio "Il venture capital scommette sull'energia pulita"
Repubblica — 26 maggio 2008

Un esempio ?

E' dunque terminata a Roma il 23 maggio 2008 la seconda edizione del Pharma Finance, l’appuntamento dedicato all’incontro tra ricerca, finanza privata e imprese, promosso da Regione Lazio e Sviluppo Lazio in collaborazione con Filas, Ministero dello Sviluppo Economico, Ice e Zangani Investor Community. Presenti oltre 300 ricercatori, 20 Fondi di investimento extra Ue e sei europei.

Obiettivo del Pharma Finance è far conoscere a finanziatori internazionali idee e brevetti dei tanti ricercatori della nostra regione rimasti finora nel cassetto.

Così durante il convegno è stato presentato il prototipo della "Scrambler Therapy", la macchina che permette di applicare la rivoluzionaria terapia antidolore del professor Giuseppe Marineo. La tecnologia è stata brevettata, finanziata e commercializzata proprio grazie all’incontro avvenuto l’anno scorso al Pharma Finance tra Marineo e la CTT, Competitive Tecnologies Inc di John Nano, una società internazionale specializzata nel trasferimento e riconoscimento di brevetti tecnologici.
L’esperienza di Marineo, ha detto il direttore generale di Sviluppo Lazio Gianluca Lo Presti “è l’esempio di una triangolazione virtuosa tra ricerca, struttura pubblica e investimento privato: un caso emblematico di come pubblico e privato possono agire insieme per il bene del territorio e della comunità tutta”. Per John Nano, è un esempio importante di cooperazione tra Europa, Stati Uniti e Asia nel nome della ricerca.

Vedremo

Secondo il responsabile Volvo in Italia, l'effetto incentivi per le auto è già finito. Entro l'estate il volano della rottamazione sarà al termine della sua azione.
Vedremo.
Intanto si sono riassestati i grandi capitali nel controllo della Fiat e i profitti sono cresciuti. La fabbrica di Pomigliano dovrebbe essere normalizzata. E la regione Lazio ha messo in cantiere 15 milioni di euro per 400 posti di lavoro in più nell'indotto Fiat del cassinate ( presidente Confindustria Lazio un rappresentante di questo settore).
Vedremo l'effetto sull'occupazione.

Un polo Solare da verificare

Il Polo Solare Organico della Regione Lazio (CHOSE da Center for Hybrid and Organic Solar Energy) nasce nel dicembre 2006 dalla volontà della Regione Lazio e del Dipartimento di Ingegneria Elettronica dell'Università di Roma Tor Vergata di creare un centro di eccellenza, presso il campus universitario di Tor Vergata, per lo sviluppo della ricerca e dell'industrializzazione delle tecnologie organiche e ibride organiche-inorganiche applicate alle celle fotovoltaiche. L’utilizzo delle celle solari organiche ha lo scopo di migliorare l’efficienza energetica e di diffondere le fonti rinnovabili all’interno del territorio regionale e nazionale, nonché di rendere la tecnologia fotovoltaica uno strumento diffuso e conveniente di co-generazione d'energia pulita. Il progetto si inquadra nelle iniziative intese al raggiungimento degli obiettivi del protocollo di Kyoto e a soddisfare le relative esigenze per ciò che riguarda la riduzione dell’effetto serra, mediante l’utilizzazione di fonti rinnovabili di energia.
cfr http://www.chose.uniroma2.it/

lunedì 19 maggio 2008

I soci che possono

Dopo cinque anni in cui Sviluppo Lazio aveva chiuso in netta perdita, il 2007 è stato «l’anno della svolta. Chiuso il tempo delle imposte, il ricavo lordo è stato pari a euro 797.845», ha evidenziato il Presidente Valori «con un incremento rispetto all’anno precedente di circa il 5,6%».
La strategia di Sviluppo Lazio è quello di rendere competitive la piccola e media impresa aumentando gli incentivi regionali (38,7 milioni di euro nel 2007, ma anche attivando canali diplomatici con gli altri Paesi così da attrarre sempre nuovi investimenti sul territorio. "E un modo per poterlo fare è sicuramente accogliere le delegazioni straniere mettendole in contatto con le eccellenze del Lazio".
La società ha organizzato Appuntamenti internazionali come il «Pharma Finance» dedicato alle biotecnologie avviando collaborazioni internazionali per lo sfruttamento dei brevetti laziali, mettendo in relazione ricercatori e imprese del Lazio con società di venture capital internazionali.
Tra queste la "Beacon Group Energy Funds" che è una affiliata della JPMorgan e "one of the largest private equity investors committed to the energy industry". Il ritorno sugli investimenti è di oltre il 25% e i partner strategici del fondo sono BP Amoco, ExxonMobil, Shell, The Williams Companies, Schlumberger and Bechtel. Come dice il biglietto da visita della Beacon Group il focus dell'attività è rivolta alla "energy and power technology".

venerdì 16 maggio 2008

Un ritardo significativo: utile per.... Cina e Giappone

Nel solo 2007 è stata installata una potenza, relativa al solo fotovoltaico, pari a quanto è stato realizzato complessivamente in quasi 30 anni.
Così dicono i dati forniti dal Gestore dei servizi elettrici. In pratica ci sono installatori, esiste la richiesta pressante del mercato, ma c'è una scarsità di offerta di pannelli.
Si spiega così l'accordo tra Enel e Sharp perfezionato il 15 maggio con cui l'azienda italiana e la multinazionale giapponese prevedono due punti essenziali:
a)installazione entro il 2011 di nuovi campi fotovoltaici per un totale di 161 MW in grado di produrre l'energia di cui hanno bisogno oltre 81.500 famiglie.
b)realizzazione in Italia di un impianto industriale per la produzione integrata di pannelli fotovoltaici basati sulla tecnologia di avanguardia di Sharp che consentono un minore utilizzo di silicio a parità di efficienza.
Già in un recente seminario organizzato dall’Istituto Aspen, il direttore generale del ministero dell’ambiente,Corrado Clini, aveva mostrato i risulatti di una ricerca che mostra un grande mercato cinese desideroso di acquistare tecnologie adatte ad incrementare le fonti di energia rinnovabili, più convenienti e tali da superare la crisi ambientale, ma le aziende europee e quelle italiane in particolare non sono in gradi di rispondere a tale richiesta che chiederebbe l’aumento delle commesse in tempi molto brevi.
In particolare l’Eni aveva avviato un sito produttivo d’avanguardia vicino Shangaj ma ha deciso dal 2000 di non incentivare questa produzione perdendo una grande opportunità.
In quegli stessi anni l’Eni metteva in cigs i dipendenti Enipower di Nettuno....
ma nell'ottobre 2007 ecco arrivare l'intesa tra Enipower e la compagnia cinese di componenti del fotovoltaico Trina Solar per la fornitura di moduli da parte di quest’ultima.
Relativamente all'accordo Enel Sharp resta ancora da verificare dove far sorgere lo stabilimento di produzione dei pannelli. Sembra probabile una località costiera, dove è possibile sfruttare i servizi portuali. "La produzione - ha sottolineato infatti il dirigente Enel- non sarà esclusivamente destinata verso l'interno ma verrà indirizzata anche alla crescita del fotovoltaico negli altri paesi del Mediterraneo".
Linee esplicite di politica industriale giapponese.

venerdì 9 maggio 2008

La bomba bollente

Editoriale di prima pagina di Aldo Rizzo su la Stampa di oggi 9 maggio 2008
"La tentazione della Bomba è ormai diffusa, perché l’arricchimento dell’uranio, se contenuto, non è vietato e il superamento del limite è difficile da controllare".
Nel settembre 2007 un raid di aerei israeliani distrugge una serie di impianti siriani sulla riva orientale dell’Eufrate. Se qualcuno pensa ad un nascente reattore nucleare, il presidente siriano nega tutto così come anche Israele, mentre gli Usa non fanno pubblicità. "Ma la storia è emersa, c’è persino una foto, pubblicata dall’Economist, che mostra in posa due scienziati nucleari, uno nordcoreano e l’altro siriano, in Siria".
Mentre la Clinton minaccia: "se l’Iran sferrasse un attacco atomico a Israele, andrebbe incontro a una rappresagliache lo cancellerebbe come Stato e come Paese"
Sempre secondo Rizzo, Bush potrebbe "chiudere in bellezza, con qualche stravolgente iniziativa dell’ultim’ora".
Apocalisse ordinaria in prima pagina.

mercoledì 7 maggio 2008

Ci ha provato

Nella disillusione della disfatta elettorale sembra che tutto vada perso. Almeno un sottosegretario come Alfiero Grandi ci ha provato a rimettere in agenda la Tobin Tax che sarebbe uno dei minimi tentativi antispeculativi a livello planetario. Dicono che non può funzionare. Anche la Civiltà Cattolica nell'ultimo numero uscito riferendosi ai fondi sovrani, destinati a diventare i veri padroni della finanza, conclude nella sola possibile autodisciplina dei fondi stessi. Una fiducia esagerata nella natura dei possessori del capitale che è in contrasto con la percezione tradizionale cristiana che vede la natura ferita dell'essere umano.
Comunque un quasi ministro ci ha provato a riparlare di Tobin Tax: sul suo blog gli atti integrali del convegno:

http://www.alfierograndi.it/blog/articolo.asp?articolo=203