Se la spesa mondiale in armamenti ( 1400 miliardi di dollari in valori correnti)è cresciuta del 6% nel solo 2007, l'aumento negli ultimi 10 anni secondo il Sipri (autorevole Istituto di ricerca della pace di Stoccolma) è di circa il 50 %.
Il 45% della spesa militare mondiale è ricoperta dagli Stati Uniti a seguito non solo delle operazioni militari in Afghanistan e Iraq ma dell'incremento di base del budget militare che in valori correnti supera i 578 miliardi di dollari e si presenta come "la maggior spesa militare di Washington dai tempi della Seconda Guerra Mondiale".
Secondo la semplicistica teoria dominante si dovrebbe riscontrare l'aumento della occupazione collegata a questa straordinaria spesa militare e al suo indotto.
Sennochè la stampa economica di inizio settembre ha dovuto registrare l'amara verità di un tasso di disoccupazione degli Stati Uniti che, nel mese di agosto, ha toccato il livello più alto in quasi cinque anni, mentre le assunzioni sono calate per l'ottavo mese consecutivo, fornendo così nuovi elementi per ritenere che l'economia americana sia esposta al rischio di recessione nella seconda metà di quest'anno.
Neanche una guerra all'Iran risolverebbe la situazione.
Alla fin anche gli Stati Uniti devono ricorrere alla leva statale per altri più urgenti necessità. Infatti il Tesoro americano ha deciso di salvare Fannie Mae e Freddie Mac, le due agenzie semipubbliche specializzate in prestiti ipotecari, per porre rimedio ad una gestione economica irresponsabile. Sembra non l'unica.
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