Dal 2006 Sandro Trento, professore a Trento, ex Direttore del Centro Studi Confindustria. È autore di numerosi articoli e saggi su temi di economia industriale, regolazione, antitrust, corporate governance di cui è quindi esperto: ha pubblicato ha pubblicato nel 2005 un testo significativo su "Proprietà e controllo delle imprese in Italia. Alle radici delle difficoltà competitive della nostra industria".
Appare però significativo quanto ha espresso nell'intervento emblematico già dal titolo (Operai e azionisti? No, grazie) del Corriere Economia del 30 giugno 2008.
Da un lato accerta con favore la significativa crescita del peso degli investitori istituzionali esteri nelle società non finanziarie italiane(passati dall' 1,1 nel 2003 per cento al 5,3 nel 2007) perchè "Gli investitori istituzionali (fondi pensione, fondi d' investimento, hedge funds etc.), hanno la duplice caratteristica di avere in generale orizzonti temporali d' investimento medio-lunghi e soprattutto di essere azionisti «attivi» che controllano la gestione delle imprese nelle quali investono e fanno sentire la loro voce, con benefici per tutti gli azionisti".
Dall'altro lato commenta che "se l' azionariato dei dipendenti fosse davvero uno strumento efficace per accrescere l' efficienza dell' impresa non si capisce perché le imprese non l' abbiano già introdotto spontaneamente. E infatti nei paesi nei quali è presente, come la Germania, esso è imposto per legge e le imprese tedesche hanno protestato ripetutamente, negli ultimi 25 anni, contro tali leggi. Non è un caso che quando le imprese tedesche acquisiscono società straniere si guardano bene dall' estendere la co-determinazione alle società acquisite. La Daimler, ad esempio, non ha mai introdotto la co-determinazione nella Chrysler, segno che quando possono fare a meno della codeterminazione le società tedesche ne sono felici".
E poi in Italia secondo il professore esiste "una lunga storia di collusione tra dipendenti, sindacato e imprese nelle situazioni di crisi aziendale ai danni del bilancio pubblico. L' introduzione dell' azionariato dei dipendenti rischia di essere una ragione in più per chiedere allo Stato aiuti, sussidi, protezioni esattamente ciò che con grande fatica si è cercato di smantellare negli ultimi anni".
Quindi la codeterminazione dei lavoratori sarebbe di natura paramafiosa, mentre è ben accetta la presenza degli "hedge fund". Questa la democrazia economica che si insegna in Confindustria. I fondi speculativi che "fanno sentire la loro voce, con benefici per tutti gli azionisti"e quindi coerentemente non per i lavoratori che azionisti non sono.
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