La situazione di Telecom Italia è "complessa", "ora è il tempo di mettere mano ai problemi e nessuno meglio di Bernabè può farlo". Così affermava a giugno il presidente del Consiglio di sorveglianza di Mediobanca Cesare Geronzi, intervenuto a Firenze al'incontro organizzato dall'Osservatorio permanente giovani-editori di Andrea Ceccherini.
Cosa diranno ai giovani gli editori ? quale verità? Quella del banchiere? secondo cui "si tratta forse di piccole cose, ma immaginare l'uscita di 5 mila persone da una struttura come quella della Telecom in un paese come il nostro, sia pure con un risparmio a regime entro il 2010, è già un fatto molto importante"Da fonti sindacali si apprende che il piano prevede quasi 2 mila dei 5 mila esuberi che saranno concentrati nelle sedi Telecom di Roma (1.345) e Milano (563). Duemila licenziamenti riguardano la rete, tra network e divisione Open access, e 950 l'area clienti. Il gruppo ha preannunciato 5 mila esuberi entro il 2010, anche se i sindacati temono ulteriori riduzioni - fino a 12 mila posti - dopo che sarà diventata pienamente operativa la nuova organizzazione voluta da Bernabè.
L'analisi di Geronzi, che ha detto di stimare Tronchetti Provera, era stata molto chiara
"Se si pensa alla crescita della Telecom per adesso il problema non è quello degli investimenti, perché la struttura finanziaria non lo consente. Questo è il momento del riordino organizzativo e anche dei costi. Di questo credo che il management sia consapevole e su questo è impegnato fortissimamente".
Nessun commento:
Posta un commento