Significativa questa cronaca che giunge dal Trentino
Ezio Casagranda — Filcams Cgil del Trentino
Trento, 1 giugno 2008
da http://filcams.wordpress.com/
Ieri i 230 lavoratori della Sogefi di Mantova sono venuti a Trento, al festival dell’economia, per incontrare il loro “Padrone” che senza un reale motivo, ma solo per avidità da profitto li ha licenziati su due piedi alla fine di aprile. Hanno trovato una forte solidarietà del tavolo stop precarietà e della Cgil ma non il loro “tagliatore di teste”.
Infatti il dott. De benedetti ha glissato e, vergognosamente, non si è presentato al festival dell’economia e così i lavoratori hanno manifestato davanti alla provincia per richiamare l’attenzione della stampa (De Benedetti doveva partecipare alla conferenza su democrazia, etica ed imprenditoria) sulla scandalosa vicenda che li vede protagonisti.
Quale democrazia è possibile con queste logiche di mercato che dalla sera alla mattina, anche se l’azienda è produttiva, i padroni ti possono mettere su una strada e licenziarti? A questa e altre domande i lavoratori non hanno ricevuto risposte e quindi, alla faccia della democrazia di mercato, sono costretti a continuare la lotta per difendere il loro lavoro, il loro reddito e le loro famiglie.
Quella della Sogefi è una storia come tante altre in Italia dove l’arroganza dei padroni mette sul lastrico migliaia di lavoratori e lavoratrici. Alla fine di aprile la Direzione di questa azienda, che produce filtri per auto, ha recapitato ai lavoratori le lettre di licenziamento.
Questa azienda deve chiudere ha tuonato un signor di nome Carlo De Benedetti. Lo stesso che ha chiesto la tessera “numero uno” del Partito democratico. Suo figlio, Rodolfo, cura per lui gli interessi della Sogefi Filtration. Non stiamo parlando di un produttore di terzo livello ma di una vera e propria holding internazionale che ha siti in tutto il mondo. E che nel 2007 ha fatto profitti per 52,2 milioni di euro.
Una storia che ha dell’incredibile che dimostra la grande ipocrisia di questo festival dell’economia che non solo e sfacciatamente di parte, ma chiama a relazionare, come esperto, su democrazia, etica ed imprenditoria un simile personaggio che, nonostante i grandi profitti fatti, non esita a licenziare brutalmente 230 lavoratori e lavoratrici. Una arroganza senza limiti se è vero che si rifiuta perfino di attivare ammortizzatori sociali alternativi alla mobilità (cigs) in quanto più costosi.
La Sogefi non solo è l’esempio reale, il resto è fumo per i creduloni, di cosa intende il padronato italiano, anche il più “illuminato” per democrazia e mercato. Decisioni unilaterali, precarietà generalizzata, cancellazione della contrattazione e se il saggio del profitto cala di qualche decimo di punto chiusura della fabbrica.
Forse la sinistra e il sindacato dovrebbero riflettere con maggiore attenzione su queste vicende. La solidarietà è importante ma non sufficiente se non si mette in campo una lotta generalizzata per cambiare questo modello di mercato.
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