martedì 8 aprile 2008

Soldi pubblici. I lavoratori di Anagni e il capitale nelle Isole Cayman

Accordo oneroso definito per la “Videocon” di Anagni (Frosinone).
Nella tarda serata del primo aprile, si è raggiunta al ministero dello Sviluppo Economico una intesa sullo stato di avanzamento del piano industriale, in rapporto al contratto di programma del 25 luglio 2007 stipulato con la Regione Lazio, il ministero dello Sviluppo Economico e la stessa società “Videocon”.
La Regione Lazio contribuisce al contratto di programma con un contributo di oltre 18 milioni di euro, da erogare tra il 2008 e il 2011 ma finalizzati alla ricerca e allo sviluppo , mentre il ministero dello Sviluppo Economico ha confermato l'impegno (massimo) di 40 milioni di euro.
Come ci informa una nota dei lavoratori di Anagni, la proprietà della Videocolor, rinominata VDC Technologies, multinazionale indiana, è detenuta dalla Eagle Co., con sede nelle Isole Cayman
E' da ricordare come nel marzo del 2005 la Thomson francese decise di vendere lo stabilimento produttivo della Videocolor alla società indiana Videocon: un gruppo industriale già noto in Italia per il completo insuccesso della riconversione industriale della Necchi di PAVIA, chiusa nel 2002.
Seguendo un criterio già sperimentato di spezzettare l'unità azienadale, la direzione Tecnica di Videocolor è stata in un primo tempo esclusa dall’accordo diventando una società indipendente da Videocon, attraverso un’operazione di cessione di ramo d’azienda, assumendo il nome di TDI (Thomson Displays Italy). Pochi mesi dopo , nel settembre del 2005, la Thomson decide di dismettere tutte le attività del settore cinescopi e vende tutti i siti (inclusa TDI) ancora una volta a Videocon.
La proprietà della TDI, nel frattempo rinominata TDI Research, è della Gold Coast, con sede nelle Isole Cayman (capitale sociale 1000$), senza apparenti legami con la famiglia Dhoot, propietaria della Videocon, ma uno dei membri della famiglia Dhoot, Pradeepkumar Dhoot - presidente anche della VDC, siede nel consiglio di amministrazione della TDI.

I lavoratori della Tdi hanno attivato in questi anni molti progetti di ricerca e sviluppo per autosostenersi (display FED, sistemi di cogenerazione per impianti di condizionamento domestico, pannelli fotovoltaici a concentrazione), sistematicamente ritenuti non economicamente vantaggiosi dalla Videocon.
Esiste quindi un piano di sviluppo, che prevede anche la tecnologia per le fonti rinnovabili, elaborato internamente dagli stessi lavoratori che sono espressione di un centro di ricerca e sviluppo forte di 70 ingegneri e tecnici di trentennale esperienza.
A chi andranno questi soldi pubblici? Ma soprattutto da chi saranno gestiti? Dai fiducuari dei soggetti allocati nei paradisi fiscali o dai lavoratori?

Nessun commento:

Posta un commento