lunedì 3 marzo 2008

Consapevolezza dentro Finmeccanica

All’interno della direzione Finmeccanica esiste una consapevolezza sul rischio alla democrazia che può essere prodotto dal comparto militar industriale se è vero che il condirettore generale di Finmeccanica, Alessandro Pansa, apre un suo studio recentissimo su “Industria delle armi e difesa europea”[1] citando l’episodio della famelicità indecorosa del gruppo Ansaldo durante il comitato per le forniture di guerra del 1918 osservando come il mondo, in questo senso, non è molto cambiato. L’alto dirigente di Finmeccanica conclude la sua analisi riconoscendo l’attualità del monito del presidente usa Eisenhower che nel 1961 , nel discorso di addio alla nazione, invitava l’ ”opiniome pubblica attenta e informata” a mantenere alta la guardia "contro una eccessiva influenza globale economica, politica e perfino spirituale del complesso militare industriale". Con molto realismo e trasparenza Pansa riconosce che “le industrie della difesa continuano ad influenzare o in modo consistente il modello industriale , oltre che le scelte ed i comportamenti politici , dell’economie dell’occidente e di altri importanti paesi del mondo” .(pag171) anche perché l’essenza delle relazioni tra industrie militari di diversi paesi consiste nell’insieme non solo di competizione ma anche di collaborazione (pag165) con “l’obiettivo di accrescere il proprio ruolo commerciale, produttivo e, se possibile anche strategico, in paesi che saranno in futuro importanti investitori in sistemi di difesa oltre che soggetti rilevanti nella politica mondiale dei prossimi decenni” (pag165).
Diviene così comprensibile l’invito puntuale che compie ogni nostra delegazione ufficiale in Cina di chiedere la fine dell’embargo di armi verso la repubblica popolare che raggiunge cifre impressionanti di crescita economica


[1] “La difesa europea” Antonio Missiroli e Alessandro Pansa. Il Melangolo 2007.

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