Il Documento di Programmazione Economico-Finanziaria 2008-2011, approvato dal Consiglio dei Ministri il 28 giugno 2007, non è solo interessante per il paragrafo dedicato alla Difesa, dove si evidenzia l’esubero strutturale del personale, il “tappo” come lo chiama l’ammiraglio Di Paola, quanto all’intenzione, posta nel capitolo VI (Politiche per l’equità sociale), di incentivare “l’apertura del capitale di rischio (delle imprese) al private equity anche con possibili sgravi fiscali”.[1]
In queste affermazioni si nota una forte assonanza con chi ravvisa in tali strumenti “una prova che il capitalismo non si limita ad arricchire gli investitori, ma migliora anche il benessere sociale”[2] mentre noi continuiamo a non comprendere come abbia fatto Carlyle, in soli tre anni, a comprare la maggioranza della Fiat Avio a 1,5 miliardi di € per poi rivendere la propria quota ad un altro fondo di private equity, il Cinven, a 2,57 miliardi di € [3], lasciando i lavoratori Avio di Pomigliano D’Arco in cassa integrazione a zero ore.
Forse occorre, invece, riconoscere nei “private equity” una via provvidenziale per ottenere “che i surplus finanziari delle potenze emergenti(“fondi sovrani”) siano investiti secondo logiche di mercato e non politiche”[4] razionalizzando il sistema e quindi, ci sembra di poter concludere, alimentando senza fine una crescita del mercato a fini speculativi.
Sembra, perciò, che i prossimi lustri saranno dedicati a ricorrere l’obiettivo di mantenere il vantaggio competitivo delle industrie europee degli armamenti nei confronti degli imperi nascenti. Le risorse dei bilanci statali, per quanto spropositate, saranno sempre limitate e, quindi, farà bene al comparto l’uso di quella leva finanziaria come i fondi di “private equity”.
[1] http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/dpef_2008_2011/dpef_2008_2011.pdf. L’ errore di programmazione nell’inserimento di marescialli e ufficiali in misura superiore alla necessità di un esercito professionalizzato, fortunatamente, non condurrà a quelle tragedie subite nel settore privato con i processi di ristrutturazione e messa in mobilità degli ultra quarantenni
[2] “Private equity e bene pubblico” saggio di Wilfried Prewo, già apparso su The Wall Street Journal Europe, 26 luglio 2007 e utilizzato come dossier dall’Istituto Bruno Leoni.
[3] Dati tratti da “Il Sole 24 ore”, Finanza e mercati del 7 agosto 2006.
[4] “Finanza mondiale, mobilità dei capitali” di Franco Debenedetti su Il Sole 24ore del 17/8/2007
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